Dissesto: condanna a morte per Lamezia

Scritto da  Pubblicato in Basilio Perugini

basilio-perugini.jpgNon far nulla per evitare l’attivazione della procedura di dissesto significa essere complici della ulteriore e purtroppo estrema mortificazione della Città  e della condanna dei Lametini ad un lungo futuro di privazioni ingiuste e di difficoltà materiali e morali. L’individuazione dei responsabili del disastro (e devono essere tutti individuati e collegati al rispettivo grado di colpevolezza, senza che si pervenga alla solita semplicistica soluzione all’italiana che si limita ad addossare tutto al capro espiatorio di turno) non esime l’assemblea consiliare dal ricercare ogni via che eviti di far precipitare la Città nel baratro.

L’approvazione del bilancio, che costituisce il minimo sindacale per tentare di evitare la dichiarazione di dissesto, non assolve certamente il Sindaco e la Giunta, ma consentirebbe alla futura Amministrazione di adottare le iniziative più idonee per il rientro del debito in tempi ragionevoli, adottando concreti provvedimenti di significativa diminuzione della spesa, di recupero dei crediti tributari con iniziative  efficaci e non vessatorie e senza soffocare i cittadini con l’applicazione delle aliquote massime dei tributi locali e l’eccessiva elevazione delle tariffe.

Se, al contrario, l’inerzia di chi dovrebbe agire determinerà la nomina dell’organo straordinario di liquidazione, questo non potrà fare altro che adottare provvedimenti pesantissimi, che renderanno impossibile ai nuovi amministratori eletti di agire con l’autonomia e la discrezionalità conseguente all’investitura popolare. In sostanza ci troveremo di fronte ad un’amministrazione inabilitata ed assistita da una curatela.

Addio, quindi, ai sogni: Lamezia non solo non potrà essere realizzata ed assurgere al ruolo che le spetta nell’ambito della Regione, ma sarà relegata ad un misero ruolo gregario, ingeneroso ed offensivo per i cittadini ed ancor più per la memoria di Colui che la immaginò, la amò e, fra mille ostacoli, tentò di realizzarla. I Lametini devono reagire compatti, dimenticando dissapori e divisioni ideologiche, e non rassegnarsi ad un destino così inglorioso ed amaro.

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