Il pontile ex Sir: La riconversione mancata

Scritto da  Pubblicato in Basilio Perugini

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Per tanti anni il pontile ha fatto parte del meraviglioso panorama del Golfo di S. Eufemia così come appare percorrendo l’autostrada dall’inizio della discesa verso Pizzo. Per tanti hanno l’ho osservato, in varie occasioni, dalla vicina spiaggia della marina di Curinga o da Capo Suvero, constatando, con amarezza, che purtroppo costituiva solo un’inutile cattedrale nel deserto e domandandomi quale potesse essere un suo proficuo utilizzo. Essendo da molto tempo il consulente legale in Italia della Compagnia di Navigazione di un noto armatore greco, che, sin dall’immediato dopoguerra, ha gestito una linea di traghetti tra la Grecia e l’Italia, ho voluto parlarne con lui (era il 2001 o il 2002) e l’ho portato con me in Calabria perché si rendesse personalmente conto della cosa. Allora lo stato del trasporto su ruota era disastroso anche per le condizioni dell’autostrada Salerno – Reggio e ancora non si parlava delle autostrade del mare. Il mio interlocutore rimase bene impressionato dallo stato dei luoghi (quali, ad esempio, l’idoneità del sito marittimo per la realizzazione di strutture portuali per l’accoglienza di navi adeguate, la centralità e la conformazione pianeggiante della zona circostante ed altro) e mi parlò  della possibilità di creare una compagnia di navigazione per il trasporto di automezzi pesanti e di autovetture da Messina a Genova (con soste intermedie a Lamezia, Napoli, Civitavecchia e Livorno) e viceversa, che avesse come base operativa la zona del pontile. La concretizzazione del progetto avrebbe naturalmente richiesto la realizzazione di adeguate infrastrutture portuali e di terra chiaramente di competenza statale.

L’armatore fece anche un’indagine ed identificò una tipologia di traghetti RO-RO costruiti dai Cantieri Visentini di Ravenna (del costo di circa €. 110.000.000 ciascuno) idonei per il servizio ipotizzato, che avrebbe potuto essere iniziato con l’armamento di due di tali traghetti. Fui entusiasta dell’idea, anche perché ciò avrebbe significato la creazione di molti posti di lavoro. Inizialmente per la realizzazione delle infrastrutture e, successivamente, non solo da parte della Compagnia ma anche dall’indotto che si sarebbe necessariamente sviluppato intorno all’iniziativa. E Lamezia ne avrebbe beneficiato, come è intuibile, sotto molteplici aspetti. Illustrai il progetto a due amici parlamentari della provincia, uno dei quali addirittura membro del Governo, che si dichiararono interessati e disponibili a sponsorizzare e sostenere l’iniziativa ai massimi livelli, ma, purtroppo, nonostante le mie insistenze, non fu fatto nulla e la cosa, come tante altre che riguardano Lamezia, morì, con mio rammarico, prima di nascere. Un progetto analogo è stato poi realizzato, con fortuna, alcuni anni dopo, da una Compagnia di navigazione meridionale, sia pure limitata alla tratta Messina – Salerno.

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