
Riceviamo e pubblichiamo
Reggio Calabria, 6 maggio - La FILT-CGIL della Calabria è venuta a conoscenza che l’ANAS (almeno per adesso) non si è costituita come Parte Civile ammessa all’udienza preliminare del procedimento “Alba di Scilla” contro le cosche Nasone-Gaietti. Vorremmo ricordare che il tutto è iniziato circa un anno fa, grazie alla denuncia di un piccolo imprenditore, che ha portato a tutta una serie di arresti che, partendo dal presunto capoclan, hanno consentito la disarticolazione della storica cosca di Scilla che imponeva il proprio dominio anche sui lotti della SA-RC. Gli sviluppi dell’inchiesta hanno portato anche ad arresti di soggetti direttamente presenti nei cantieri, addirittura per difendere i diritti dei lavoratori la cui vera funzione era, però, di riscuotere il pizzo della cosca Nasone di cui erano affiliati.
“Dottor Ciucci, lei è buon conoscitore delle realtà e dei territori di cui stiamo parlando, per non capire che l’ANAS, nella sua qualità di società che gestisce, per conto dello stato i lavori sulla SA-RC, ha sempre il dovere etico e morale di rappresentare, in modo inequivocabile, la propria intransigenza rispetto a un sistema blindato e omertoso di malaffare che solo poche volte si riesce a scalfire; questa vicenda è una di quelle dove tutti i soggetti onesti hanno la possibilità di essere protagonisti anche sul versante dell’esempio che possa dare seguito all’emulazione. Proprio per questo vogliamo auspicare che l’ANAS, riconoscendo fino in fondo il proprio ruolo indirizzato verso la legalità, voglia al più presto rimediare a questa dimenticanza e costituirsi parte civile come segno di civiltà e per rispetto anche delle risorse economiche della collettività”.
Pino Defelice
Segreteria regionale Filt Cgil-CALABRIA
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