Al via processo per due avvocati lametini, costituite parti civili

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Catanzaro - Prende il via il processo a carico di due avvocati del foro di Lamezia Terme davanti al Gup Paolo Mariotti di Catanzaro. Si tratta dei legali Antonio Larussa (difeso dall’avvocato Francesco Gambardella) e Tullia Pallone (difesa dall’avvocato Giuseppe Spinelli). Favoreggiamento personale e violenza privata, questi i reati contestati ai quali oggi il pubblico ministero Elio Romano, (oltre ad aver depositato l’ordinanza di custodia cautelare dell’operazione “Reventinum”) ha modificato il capo di imputazione contestando anche la “procurata inosservanza di pena” che si va a integrare all’ipotesi di favoreggiamento già contestata.

Oggi si sono costituite anche le parti civili: i familiari dell’avvocato Francesco Pagliuso (ucciso la sera del 9 agosto del 2016 e per il quale è stato arrestato il 33enne Marco Gallo) e la Camera penale di Lamezia Terme della quale per anni l’avvocato Pagliuso ne è stato segretario. Parti civili che hanno però rinunciato a costituirsi per la posizione della Pallone, ritenuta responsabile solo di favoreggiamento. Nel corso dell’udienza preliminare, inoltre, l’avvocato Gambardella ha eccepito che la procura distrettuale di Catanzaro, in un primo tempo aveva escluso l’aggravante della mafiosità e per tale ragione aveva trasmesso gli atti alla procura della Repubblica di Lamezia ritenendo questa procura competente. La procura di Lamezia, però, ritenendo il fatto aggravato, ha rimesso di nuovo gli atti alla procura di Catanzaro sul presupposto che vi fosse l’aggravante della mafiosità. A seguito di ciò l’avvocato Gambardella ha eccepito che si trattava di un conflitto negativo di competenza per cui doveva essere investito, per come prevede la legge, il procuratore generale della Corte di Cassazione. Nell’udienza di oggi, il giudice, dopo una camera di consiglio di durata oltre due ore, ha rigettato l’eccezione sul presupposto che non è compito del giudice tramettere gli atti al procuratore generale. La difesa, infine, ha chiesto termine (che è stato concesso) e il processo è stato rinviato al 27 settembre per le deduzioni difensive.

Gli episodi per i quali i due professionisti sono indagati ruotano intorno all’ipotesi che il legale avrebbe favorito la latitanza di Daniele Scalise (un imprenditore ucciso all'età di 30 anni, il 28 giugno 2014 a Soveria Mannelli). Altro reato contestatogli, la violenza privata: lo stesso, inoltre, è indagato per minacce nei confronti dell’avvocato Francesco Pagliuso per una vicenda risalente al 2012. L'altro avvocato è invece indagato per favoreggiamento nei confronti del primo legale, sempre in relazione alla vicenda Scalise. La procurata inosservanza di pena, contestata dalla procura distrettuale all’avvocato lametino, si riferite all’ipotesi che avrebbe aiutato Scalise a sottrarsi all'esecuzione della pena.

R.V.