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Ricadi, 16 agosto - Una donna cinese di 45 anni è stata denunciata dai carabinieri a Ricadi per esercizio abusivo della professione medica. La donna, infatti, è stata sorpresa dai militari sul litorale marino mentre praticava massaggi estetici ritenuti terapeutici pur non essendo in possesso di un titolo medico. I carabinieri hanno notato la donna mentre si aggirava tra gli ombrelloni proponendo i massaggi e concordando la cifra da pagare. I carabinieri sono intervenuti e dagli accertamenti è emerso che la donna non aveva nessun titolo per esercitare l'attività.

MA DA QUEST’ANNO I MASSAGGI SONO FUORILEGGE

Quest’anno il ministero della Salute ha emanato una ordinanza, la n. 161, emanata lo scorso 11 maggio e pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 13 luglio dal titolo inequivocabile: “Ordinanza contingibile ed urgente per la tutela dell'incolumità pubblica dal rischio derivante dall'esecuzione di massaggi lungo i litorali”. Tra le motivazioni che hanno spinto il Ministero competente ad adottare tale ordinanza si cita la pratica diffusa “lungo i litorali, dell'offerta di massaggi da parte di ambulanti” e si specifica come “l'igiene personale dell'operatore e, in particolare, l'igiene delle mani è fondamentale per prevenire la trasmissione di infezioni cutanee, quali, ad esempio, verruche e dermatofitosi”; inoltre, sempre nel testo dell’ordinanza ministeriale si legge come “nell'attività in questione vengono spesso utilizzati oli, pomate, creme, unguenti e altri prodotti, la cui composizione e la cui origine non sono note e che potrebbero generare fenomeni di fotosensibilizzazione della pelle, anche in considerazione dell'ambiente in cui vengono applicati, nonché altre affezioni cutanee”. Insomma, massaggi poco igienici e, per di più, illegali perché non consentirebbero le elementari norme di sicurezza per la salute pubblica.

UN’ ORDINANZA NON RISPETTATA

Inoltre, nel testo si esplicita come tale provvedimento debba essere fatto rispettare dai sindaci dei comuni “nonché a diffonderne la conoscenza mediante affissione presso la casa comunale”, ma non solo. Tale ordinanza dovrebbe essere “affissa presso le ASL, nonché, in modo che sia chiaramente e facilmente leggibile, all'ingresso di ogni esercizio commerciale o a carattere ricreativo, ubicato sui litorali”. Infine, nel testo si sottolinea come “gestori pubblici o privati, ovvero coloro che comunque abbiano l'effettiva disponibilità, a qualunque titolo, di tratti di litorale, sono tenuti a segnalare alle competenti autorità ogni violazione della presente ordinanza”. Le sanzioni, in questo caso, possono arrivare fino a 2.500 euro per quei gestori che dovessero essere colti a non far rispettare questo divieto. Si sa, la legge non ammette ignoranza, ma sembra proprio che siano in molti, in questo caso, a non far rispettare l’ordinanza. Quello di oggi della signora cinese denunciata è solo uno dei tanti casi che si verificano quotidianamente sulle nostre coste. Una ordinanza, quella che vieta i massaggi in riva al mare, sembra proprio ignorata un po’ da tutti. Con buona pace per chi volesse semplicemente farsi un bagno e prendere il sole e invece si ritrova costretto a dire continuamente “no” alle signorine con gli occhi a mandorla che, come un disco rotto, si aggirano imperterrite tra gli ombrelloni chiedendo “masagio, signole?” e mostrando un foglio su cui promettono miracoli per i tuoi muscoli attorcigliati.

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