
Reggio Calabria, 23 maggio – E’ stato notificato un invito a comparire con avviso di garanzia nei confronti di 13 consiglieri regionali della Calabria di vari partiti, indagati per peculato in relazione alla gestione dei rimborsi delle spese sostenute dai gruppi. Al momento l'avviso, che riguarda capigruppo ed ex capigruppo e di cui secondo fonti investigative é stato notificato dalla Guardia di Finanza ad un solo indagato ma entro oggi dovrebbe essere notificato anche agli altri. L'inchiesta, condotta dalla Guardia di finanza e affidata al procuratore aggiunto di Reggio Calabria Ottavio Sferlazza e al pm Matteo Centini, riguarda il periodo compreso dal 2010 ad oggi. Le indagini, tuttavia, sono stata estese anche al periodo precedente, sino al 2007. Quest'ultimo filone, però, è ancora in fase d’indagini e non rientra nelle contestazioni mosse ai 13 indagati. Nei mesi scorsi la Guardia di finanza aveva sequestrato la documentazione relativa alla spese sostenute dai gruppi e dieci consiglieri erano stati iscritti nel registro degli indagati, ma adesso gli inviti a comparire sono stati emessi nei confronti di 13 politici.
Dagli accertamenti compiuti dagli investigatori sarebbero emerse una serie di irregolarità nella gestione dei fondi assegnati ai gruppi. In particolare, i consiglieri coinvolti nell'inchiesta avrebbero ottenuto il rimborso anche di spese non collegate con l'attività politica svolta facendosi rimborsare, tra l'altro, anche l'acquisto di Gratta e vinci, viaggi all'estero, detersivi, il pagamento di cartelle esattoriali, ricariche telefoniche, telefoni cellulari e di tablet. Dalle indagini è emerso anche il pagamento di fatture per centinaia di migliaia di euro che non troverebbero alcuna giustificazione nell'attività amministrativa dei consiglieri indagati. E' previsto per i primi giorni di giugno l'inizio degli interrogatori dei 13 consiglieri regionali della Calabria. I consiglieri sono chiamati a dare una serie di spiegazioni in merito al rimborso di spese che per gli inquirenti non sono giustificate dall'attività politica. Oltre a chiarire la loro posizione, gli indagati dovranno anche spiegare i meccanismi con cui il gruppo di appartenenza rimborsava le spese e chi e perché ha accettato di rimborsare certe somme.
I nomi dei consiglieri
1. Luigi Fedele (Pdl)
2. Alfonso Dattolo (Udc)
3. Pino Gentile (Pdl)
4. Alberto Sarra (Pdl)
5. Agazio Loiero (Autonomia e diritti)
6. Giulio Serra (Insieme per la Calabria)
7. Giuseppe Bova (Misto)
8. Sandro Principe (Pd)
9. Giampaolo Chiappetta (Pdl)
10. Giovanni Bilardi (Scopelliti presidente)
11. Nino De Gaetano (Pd)
12. Vincenzo Ciconte (Pd)
13. Emilio De Masi (Idv)
REAZIONI
Presidente Talarico: “Capigruppo sapranno giustificare gestioni fondi”
“Sono sicuro che i capigruppo consiliari, con riferimento alle legge 13 del 2002 che disciplina il finanziamento e la spesa dei gruppi, riusciranno a dimostrare l’appropriatezza della gestione dei fondi stessi. Confermando la massima fiducia nell’azione della magistratura e la disponibilità a fornire, da parte del Consiglio, ogni chiarimento utile, ritengo che ogni aspetto che possa gettare ombre sull’attività degli organismi dell’Assemblea debba essere chiarito. Il Consiglio regionale, in questa legislatura, con atti formali e votati all’unanimità, ha operato tagli consistenti ai costi della politica e pressoché azzerato, con un provvedimento adottato a gennaio di quest’anno, il finanziamento stesso ai gruppi consiliari. Tutti i provvedimenti adottati dall’Assemblea sono stati indirizzati alla riduzione della spesa, invertendo una tendenza che in passato è stata di segno opposto. Mi preme, in ogni caso, mettere in risalto, pur senza voler assolutamente interferire con le indagini in corso, che sia in conferenza dei capigruppo che nell’ambito di incontri con le forze politiche presenti in Consiglio, ho riscontrato, da parte di tutti i consiglieri regionali, la consapevole disponibilità ad un forte ridimensionamento della spesa ed alla massima trasparenza nella utilizzazione dei fondi, che saranno soggetti, come abbiamo stabilito per legge, al controllo di un collegio di revisori esterni che poi invierà gli atti alla Corte dei Conti. Pur di fronte a difficoltà, di qualsiasi genere, il nostro compito e il nostro mandato è di continuare a lavorare, con serenità, sforzandoci, con coraggio, di recuperare il senso originario della politica, intesa come servizio e ricerca del bene comune”.
M5S: “Chiediamo dimissioni del Consiglio Regione”
"Dimissioni del Consiglio regionale della Calabria in modo che magistratura e Guardia di Finanza accertino i fatti e col ritorno alle urne i cittadini abbiano amministratori puliti. Il riferimento è all'ultima indagine che vede coinvolti tredici politici, tra assessori e consiglieri della Regione Calabria, per uso personale dei rimborsi dei gruppi. E’ impressionante. Gli indagati appartengono a tutti gli schieramenti politici, come se l'inciucio non si fermasse alle proposte del governo Letta ma proseguisse a danno diretto dei calabresi. I calabresi hanno bisogno di riconoscere, nelle istituzioni che li rappresentano, la voglia di costruire per il bene di una terra da sempre martoriata, che rappresenta sempre più l'estremo Sud del Paese. La Calabria ha bisogno di avere fiducia nei politici, che hanno il dovere di risollevarla dal baratro in cui l'hanno precipitata gli stessi personaggi che oggi risultano indagati. I cittadini calabresi meritano un Consiglio regionale che lavori per risolvere i problemi della Regione, non i guai giudiziari dei politici che ne fanno parte. I calabresi hanno necessità di essere rappresentati da persone pulite, che diano voce alle istanze di chi combatte contro la ‘ndrangheta, il lavoro nero, la malasanità e l'ignoranza".
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