
Bagnara Calabra, 23 settembre - Per sfuggire all'arresto per possesso di droga si è gettato da un viadotto dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, “Acqua della Signora”, senza rendersi conto che in quel punto l'altezza era di 185 metri, ma si è miracolosamente salvato riportando solo fratture e contusioni giudicate guaribili in 30 giorni. Questo è quanto è accaduto la notte scorsa sulla A3 nel territorio di Bagnara Calabra. L'uomo, Antonino Di Mauro, di 44 anni, era in auto con il fratello Maurizio, di 42, di Catania quando, giunti nei pressi dell’area Anas su quel tratto di autostrada, si sono fermati. Subito sono stati raggiunti da una pattuglia della polizia stradale che ha chiesto se avessero problemi. Al vistoso diniego dei due gli agenti, insospettiti, hanno iniziato a controllare l’autovettura rinvenendo 175 dosi di eroina. Vistosi scoperto, Antonino è corso verso il guarda rail e si è gettato nel vuoto, probabilmente pensando ad un volo di pochi metri, complice l'oscurità. Invece, sotto di lui, c'era uno strapiombo di 185 metri. L’uomo, miracolosamente, ha rotolato lungo il pendio per finire la sua corsa nel greto di un torrente sottostante. Per recuperarlo sono intervenuti i vigili del fuoco che lo hanno imbracato in una barella e riportato sulla strada, dopo tre ore di lavoro, dove e stato preso in consegna dai medici del 118. Adesso Antonino Di Mauro si trova piantonato nell'ospedale di Palmi, mentre il fratello è stato arrestato.
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