Salta al contenuto principale

sequestro_blu_70

Catanzaro, 13 luglio - I carabinieri di Gasperina e i marinai della Guardia Costiera di Soverato hanno denunciato in stato di libertà C.S., 65 anni, residente a Messina, quale proprietario della nota discoteca Blu 70, perchè ritenuto responsabile di aver occupato aree del demanio marittimo senza l’autorizzazione prevista dal Codice della Navigazione. I carabinieri di Gasperina, assieme alla Guardia Costiera di Soverato, avevano riscontrato una serie di violazioni in materia ambientale nel noto locale da ballo. Nello specifico, i militari della Guardia Costiera di Soverato avevano innanzitutto eseguito un sequestro per opere abusive riferite al rifacimento di alcune stanze, dove sono servite le bevande nel locale, mediante l'utilizzo di calcestruzzo senza le dovute autorizzazioni per opere ricadenti nella fascia di 30 metri dal confine con il demanio marittimo. I controlli successivi sul rispetto del sequestro hanno consentito di sorprendere alcuni operai intenti ad effettuare il rifacimento della pavimentazione e dei muretti perimetrali prospicienti gli scogli sul mare, mediante calcestruzzo, in violazione alle normative vigenti in materia ambientale e in assenza di autorizzazione e nulla osta paesaggistico. Da qui il sequestro dell'intera struttura che insiste su un’area di circa 1200 metri quadri attigua alla fascia costiera, di particolare pregio paesaggistico ed ambientale, nell'area di Copanello di Stalettì. I militari dell'Arma e della Guardia Costiera hanno così proceduto al sequestro di tutta l’area e a denunciare in stato di libertà S.C., N.F. e M.B. perché ritenuti responsabili a vario titolo di abusivismo edilizio e per aver realizzato opere in assenza di nulla osta paesaggistico, riservandosi di verificare l'eventuale occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo. Per quest’ultimo punto è stato richiesto l'intervento dei tecnici dell'agenzia del Demanio di Catanzaro, i quali, dopo aver effettuato tutte le misurazioni necessarie e perfezionato l'elaborazione dei dati, hanno evidenziavano l'occupazione abusiva di demanio marittimo per un totale di 270 metri quadri consistenti in piattaforme e viottoli in cemento, oltre a porzioni di fabbricato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA