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Emiliana_Tessile_Cetraro

Cetraro, 17 maggio - La Guardia di Finanza di Cetraro ha eseguito questa mattina, nei confronti della società Vela Latina S.r.l., un'ordinanza di sequestro preventivo riguardante l'ex stabilimento industriale dell'Emiliana Tessile S.r.l., apponendo i sigilli all'immobile. Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Paola, su richiesta della Procura, ha confermato l'ipotesi accusatoria. Si tratterebbe di un episodio che ha visto coinvolta una società che è fallita e il cui stabilimento sarebbe stato acquistato a solo 850.000 euro a fronte di una valutazione stimata oltre i 20 milioni di euro.

"Le indagini condotte dalla Brigata - si legge in una nota della Guardia Finanza - anche mediante l'utilizzo di strumentazione tecnica, hanno messo in luce, infatti, un caso di estorsione perpetrato da due imprenditori locali - unitamente ad un rappresentante del sindacato - ai danni di un noto operatore tessile emiliano che, nel '98, aveva acquistato la struttura aziendale, tramite un cospicuo finanziamento pubblico vincolato al rilancio del settore e destinato a creare nuovi livelli occupazionali. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di dimostrare, però, come l'imprenditore della Emiliana Tessile s.r.l., a distanza di alcuni anni, dopo aver apportato significative migliorie all'infrastruttura e acquistato macchinari all'avanguardia, sia stato costretto, a seguito di pressioni e sabotaggi vari, a cedere l'immobile a 850.000 Euro, ad un valore cioé notevolmente inferiore rispetto a quello di mercato (circa 20 milioni di Euro) e ad abbandonare conseguentemente la Terra di Calabria. I due imprenditori, con l'ausilio del sindacalista, mediante un falso documento, garantirono all'imprenditore tessile che la struttura si sarebbe trasformata in un polo oncologico, assicurando così la vincolante condizione contrattuale di impiego della manodopera appartenente alla Emiliana Tessile S.r.l. Tuttavia, a seguito della "bocciatura" dell'Assessorato Regionale alla Salute ed attesa la mendacità del documento presentato, il polo oncologico non ha visto mai la sua realizzazione. Fatto ancor più grave è stato il successivo intento degli imprenditori calabresi: quello di tentare di rivendere l'immobile al Comune di Cetraro per una somma pari a 18.000.000 Euro, nell'ambito del progetto "Sviluppo di Cetraro" approvato nell'ottobre del 2009 dalla Giunta Regionale per la valorizzazione turistica di quel Comune. I due imprenditori locali e il sindacalista erano stati precedentemente segnalati alla Procura di Paola - nell'ambito delle indagini coordinate dal Procuratore Bruno Giordano e dal Sostituto Procuratore Roberta Carotenuto - al termine delle attività che i militari della Brigata di Cetraro hanno condotto con estrema perizia e in perfetta sinergia con Unità specialistiche delle Fiamme Gialle".