Depurazione, scarico di reflui non trattati nel fiume Corace: chiuse indagini per 3 persone

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Catanzaro -  Avrebbero violato le norme in materia ambientale consentendo lo scarico di una serie di rifiuti provenienti dall'impianto di depurazione di località Verghello, direttamente nel fiume Corace senza sottoporli ad alcun ciclo di depurazione e finendo col superare i valori dei parametri di accettabilità. Il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Stefania Paparazzo, ha chiuso le indagini nei confronti di Angelo Nasprato, 41 anni, di Napoli, direttore tecnico della Soteco, società che gestisce l’impianto di depurazione in località Verghello a Catanzaro; Domenico Augruso, 32 anni, di Catanzaro, direttore tecnico operativo dell’impianto e Franco Greco, 54 anni, di Catanzaro, responsabile unico del procedimento in ordine al servizio di manutenzione dell’impianto. I tre, secondo le ipotesi della Procura, “effettuavano e dolosamente mantenevano uno scarico di acque reflue urbane che in uscita dall’impianto di depurazione in località Verghello venivano scaricate nel corpo ricettore costituito dal fiume “Corace” senza essere sottoposte ad alcun ciclo di depurazione, superando i valori dei parametri di accettabilità, relativi, tra gli altri, al contenuto di azoto ammoniacale, escherinchia coli”. Ma non è tutto. I tre indagati, sempre secondo l'ipotesi accusatoria, “effettuavano in assenza della prescritta autorizzazione, attività di deposito di rifiuti prodotti dal trattamento di depurazione delle acque reflue urbane dell'impianto di Catanzaro; in particolare venivano raccolti e depositati in tre cassoni-container di fanghi centrifugati (delle dimensioni di 6 metri per metri 2,50 per metri 2,50), avviabili allo smaltimento per circa cento metri cubi, superando il limite quantitativo previsto per il “deposito temporaneo”.

B.M.

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