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Lamezia Terme, 16 novembre – Conferenza stampa oggi in Procura per illustrare i risultati dell’operazione portata avanti nelle ultime settimane, su tutto il territorio lametino, dai carabinieri del capitano Bove assieme agli uomini del Noe di Catanzaro diretti dal neo comandate Lardieri e coordinati dal procuratore  Salvatore Vitello.  Tema della conferenza stampa, il sequestro di 27 esercizi tra distributori di benzina, autotrasporti, autonoleggi ed autolavaggi che immettevano nella rete fognaria o nell’atmosfera sostanze inquinanti. Un’operazione che ha comportato anche il sequestro di attività per 25 milioni di euro. Ma andiamo con ordine.

Ad introdurre il lavoro svolto dal Noe di Catanzaro e dalla Compagnia di Lamezia è stato il Procuratore che è partito dal presupposto rivelatosi fondamentale ai fini dell’indagine, ovvero il depuratore dell’area industriale. Già, proprio quel depuratore che ora funziona appieno dopo il sequestro per cattivo funzionamento ordinato proprio dalla Procura lametino nel luglio scorso. Ora il Procuratore si dice visibilmente soddisfatto dei risultati raggiunti dal depuratore dell’ex Sir visto anche “il minimo impegno di spesa che ha messo a regime una piattaforma che non funzionava da anni”. “L’acqua del depuratore ora esce limpida - prosegue Vitello - quindi, se ad un certo punto l’acqua diventa inquinata, vuol dire che c’è qualcun’altro che scarica. Ci siamo resi conto - prosegue nel racconto il Procuratore - che ogni tanto emergevano scarichi per i quali non si riusciva a capire la provenienza. E’ stato avviato un monitoraggio che ha comportato risultati clamorosi”.

 Il comandate Lardieri ha spiegato come “marescialli specialisti nel settore” abbiano “effettuato dei sopralluoghi accorgendosi che gli esercizi in questione scaricavano direttamente senza alcuna depurazione a monte avvalendosi anche di allacci abusivi alla rete fognaria”. Inoltre, il comandate Lardieri del Noe ha spiegato che i suoi uomini hanno riscontrato che “per l’inquinamento dell’aria, molte autofficine non avevano un’autorizzazione ed una struttura per poter depurare le emissioni in atmosfera” e da qui sarebbero scattati  i relativi sequestri. In tutto si tratta di 27 esercizi “riguardanti autolavaggi, autotrasporti, autonoleggi e benzinai” mentre i reati vanno dagli scarichi senza autorizzazione, all’emissione di sostanze inquinanti nell’aria, fino alla realizzazione di costruzioni abusive come quella di un capannone. Inoltre, il procuratore Vitello ha spiegato di aver “riscontrato smaltimento di rifiuti senza autorizzazione e la violazione del decreto legislativo in materia ambientale 152/06”. Inoltre, il procuratore ha aggiunto che  “alcuni hanno già avviato le procedure per mettersi in regola e speriamo che anche gli altri seguano questa strada virtuosa. L’attività è ancora in corso - sottolinea - non abbiamo ancora finito”.

In ultimo, Vitello ha tenuto a precisare che “se si crea una rete virtuosa basata sul funzionamento delle strutture fondamentali, si riescono a creare le condizioni per intervenire ed avere un ambiente pulito. Se funziona il depuratore, si riesce a capire quale potrebbe essere la fonte d’inquinamento, se funziona il sistema delle discariche si riesce a controllare anche questo settore importante dei rifiuti, se si crea sostanzialmente una rete positiva, efficacie e funzionale sul piano della tutela ambientale, si può arrivare ad un modo di vivere più civile”.

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