Lamezia, operazione "Tifo Selvaggio": aggressione alla stazione di Sant’Eufemia, arrestati ultras Catania - Video e Nomi

arresti_040518_catania_ultra.jpg

Lamezia Terme - L'hanno chiamata "Tifo Selvaggio" l'operazione della Polizia che ha portato all'arresto di 20 ultras del Catania. La Polizia, infatti, ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Lamezia Terme, nei confronti del gruppo di ultras che, durante la trasferta a Matera, ha aggredito inermi cittadini e dato fuoco con un fumogeno, dopo averla inseguita in autostrada, ad un'auto i cui occupanti erano stati erroneamente scambiati per tifosi del Siracusa e che sono stati anche picchiati e rapinati vicino alla stazione ferrovia di Lamezia Terme. 

VIDEO

L'assalto degli ultras è stato interrotto dall'intervento di un agente della Polizia ferroviaria e da altri poliziotti arrivati alla stazione di Lamezia. E' così stato fermato l'autista del pulmino sul quale viaggiavano gli ultras. Tutti ritenuti responsabili, a vario titolo in concorso tra loro, dei reati di rapina impropria, danneggiamento aggravato, incendio, lesioni aggravate, violenza privata, utilizzo di oggetti atti ad offendere in occasione di manifestazioni sportive e resistenza a pubblico ufficiale, detenzione abusiva di materiale esplodente. 

Per uno degli ultras, Luca Razza, è stato anche configurato il reato di tentato omicidio aggravato per aver cercato di investire con un furgone  un Agente della Polfer che aveva cercato di frenarne la fuga a seguito dell’aggressione. Il Commissariato di Lamezia Terme e la Digos di Catanzaro – con l’ausilio di personale della Digos di Catania ed Enna – ha dato esecuzione a 20 ordinanze e proceduto a contestuali perquisizioni domiciliari che hanno consentito il rinvenimento di materiale d’interesse per le indagini. Nel corso dell’operazione agli indagati sono stati anche notificati i provvedimenti Daspo con obbligo di firma emessi dal Questore di Catanzaro.

Le indagini

Grazie alle immagini registrate dai sistemi di video sorveglianza dei alcuni locali della zona si è potuto riscontrare sul luogo dell’evento la presenza di due pulmini e due autovetture, su cui viaggiavano tifosi di calcio provenienti da Catania. Anche grazie anche alla deposizione delle vittime e di alcuni testimoni, è stato possibile ricostruire la dinamica del fatto criminoso da parte dei componenti dei predetti mezzi, ben 21 persone (uno è un minorenne) che hanno preso parte attiva all’aggressione.

Durante la trasferta a Matera, i sostenitori etnei, dapprima si sono resi responsabili di alcune indiscriminate aggressioni ai danni di inermi cittadini nei pressi degli imbarcaderi di Messina e, successivamente, quelli a bordo dei mezzi utilizzati dagli ultras dopo aver ingaggiato un inseguimento lungo l’autostrada  A2 del Mediterraneo di un autovettura i cui occupanti sono stati erroneamente scambiati per tifosi siracusani, nei pressi della stazione ferroviaria di Lamezia Terme, hanno violentemente aggredito le vittime, rapinandoli di valori e oggetti personali e procurando l’incendio della parte anteriore dell’autovettura mediante il lancio un fumogeno.

autos-04292018-093405.jpg

NOMI

  • Luca Razza – 35 anni
  • Vincenzo Lombardo – 39 anni
  • Giovanni Antonio D’Agosta – 40 anni
  • Matteo D’Agosta – 19 anni
  • Davide Tommaso Viscuso – 26 anni
  • Simone Scarcella – 22 anni
  • Daniele D’Arrigo – 25 anni
  • Orazio Motta – 26 anni
  • Angelo Condorelli – 29 anni
  • Gianluca La Farina – 33 anni
  • Angelo Orazio Tabuso – 23 anni
  • Benito Pasturi – 27 anni
  • Giovanni Manganaro – 29 anni
  • Damiano Nicolosi – 22 anni
  • Mirko Gallo – 24 anni
  • Rosario Calarco – 29 anni
  • Luca Spampinato - 24 anni
  • Carmelo Giuseppe Murabito – 23 anni
  • Marco Salvatore Balistreri – 24 anni
  • Gabriele Giuffida - 19 anni

 

Per i primi quattro, già precedentemente daspati, il Questore di Catanzaro, vista la gravosità dei fatti e la crudeltà con cui hanno agito, ha emesso provvedimento di divieto di partecipare a manifestazioni sportive per 8 anni, per gli altri il divieto è per 6 anni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA