
Lamezia Terme, 21 settembre - I Carabinieri di Lamezia Terme hanno arrestato padre e figlio, Cesare Gualtieri, 42 anni, ed Nicola Gualtieri, 19 anni, per il reato di tentata estorsione e lesioni personali ad un noto commerciante cittadino. L’operazione dei Carabinieri è scattata nel corso della nottata subito dopo che il Tribunale di Lamezia Terme, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso l’ordine d’arresto confronti dei Gualtieri.
I due arrestati appartengono ad una famiglia dove diversi membri sono indiziati per reati di mafia, e altri familiari sono stati uccisi in conflitti a fuoco nell’ambito dei contrasti tra le cosche di Lamezia Terme per il controllo del territorio. In particolare, i due sono ritenuti responsabili di aver minacciato, in modo anche pesante, un noto commerciante titolare di numerosi negozi di abbigliamento griffato della città, ad accettare un numero imprecisato di scarpe di marca in cambio di denaro, in assenza di scontrino fiscale, con il quale dimostrarne l’acquisto, procurandosi così un ingiusto profitto.
La violenza è consistita nel fatto che il commerciante, in due occasioni, proprio perché intimorito dal fatto di conoscere l’appartenenza di Nicola Gualtieri ad una famiglia ritenuta dalle cronache come mafiosa, ha accettato di scambiare il denaro con due paia di scarpe, senza che il ragazzo presentasse lo scontrino fiscale. Ad una terzia richiesta, poi, lo stesso commerciante ha poi rifiutato. Quest’ultimo gesto avrebbe avuto come conseguenza, pochi giorni dopo, che il padre Cesare, in compagnia del figlio, incrociando il negoziante dà un calcio allo sportello della sua auto per poi sferrare un pugno al volto della vittima minacciandolo di morte. Il commerciante, visibilmente scosso ed intimorito, ha raccontato l’episodio ad una pattuglia dei Carabinieri in transito nella zona facendo scattare le indagini. Il Gip di Lamezia Terme, riconoscendo i gravi indizi di colpevolezza, e ritenendo sussistere le esigenze cautelari per entrambi i soggetti ritenuti pericolosi per numerosi precedenti penali a loro carico ha deciso per l’arresto dei due: il padre in carcere e il figlio agli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato tempestivo giungendo appena dopo tre settimane dall’episodio che ha coinvolto il noto commerciante lametino.
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