
Lamezia Terme, 17 febbraio - Il 22 gennaio 2010, attorno alle ore 20.00, nell’area industriale di Falerna, nei pressi dello svincolo autostradale, divampò un incendio all’interno di una ditta per il trattamento e la sostituzione di pneumatici. I Vigili del Fuoco impiegarono ben tre giorni per domare le fiamme e riuscirono dopo ore a delimitare l’area di rischio che lambiva diverse abitazioni circostanti. Successivamente, la preoccupazione si concentrò sul danno ambientale e sui possibili danni alla salute pubblica causati dall’intenso fumo nero sprigionatosi dalle fiamme. Parte della ditta restò sotto sequestro per diverso tempo per accertare la natura dell’evento. A distanza di un anno dallo spaventoso incendio i militari dell’Arma, che hanno sempre continuato a tenere sotto osservazione la situazione, sono rimasti colpiti dal vedere nei pressi della ditta nuovamente accumulate enormi cataste di pneumatici usati e triturati, nonché residui del disastro dell’anno prima.
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Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Falerna unitamente ai colleghi del Nucleo Operativo Ecologico di Catanzaro, hanno proceduto al controllo della ditta, riscontrando violazioni in ordine allo smaltimento dei rifiuti. In particolare, hanno rilevato che nella parte di capannone andato in fumo erano ancora presenti residui della combustione dell’anno precedente la cui bonifica in realtà era stata appaltata già da tempo dal Comune di Falerna ad una ditta specializzata. Inoltre, nella parte del capannone non distrutta dalle fiamme dello scorso anno i Carabinieri hanno trovato cumuli di altri pneumatici e montagne di gomme triturate. Smaltimento di rifiuti non conforme alla legge e la conseguente necessità di scongiurare il ripetersi di analoghi episodi a quello dell’anno prima, hanno indotto i militari a porre posto sotto sequestro parte del capannone incendiatosi l’anno scorso e tutto il materiale accatastato dinanzi al piazzale della ditta. Sono in corso altre indagini su ulteriori responsabilità.