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Lamezia Terme, 6 luglio – Avevano costruito un vero e proprio quartiere familiare in zona agricola ed a rischio dissesto idrogeologico la famiglia Notarianni di località Lagani. Questo è quanto comunica la stessa compagnia dei carabinieri di Lamezia che questa mattina ha posto sotto sequestro cinque edifici, alcuni dei quali a quattro piani fuori terra e con superfici di oltre 250 metri quadri. Un’ operazione costata tre mesi di indagini che hanno ricostruito la situazione giuridica di 10 nuclei familiari, tutti con vincoli di parentela tra loro. Le persone interessate fanno tutte capo al signor Notarianni L., classe 1931, e ai suoi cinque figli con i relativi nuclei familiari.

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Nel corso degli accertamenti svolti con l’ausilio di personale dell’Ufficio Tecnico del Comune di Lamezia Terme, i militari hanno constatato l’esistenza di 5 immobili, realizzati uno adiacente all’altro a formare un vero e proprio quartiere. I fabbricati, alcuni dei quali completamente ultimati e rifiniti con cura, si sviluppano anche per 4 piani fuori terra con superfici per piano anche superiori ai 250 mq. In sintesi, nel corso degli anni sono stati innalzati dei veri e propri palazzi in area sottoposta a vincolo idrogeologico - paesaggistico – ambientale, a rischio sismico ed alcuni, in parte, anche su suolo demaniale perché adiacenti al torrente “Canne”. Solo su uno dei cinque immobili, nel corso dei controlli, è risultato sussistere un’ordinanza di demolizione con sentenza passata in giudicato. Per quest’ultimo immobile la Procura della Repubblica di Lamezia Terme, a seguito della segnalazione dei Carabinieri, nei giorni scorsi ne ha ordinato la demolizione eseguita dai vigili del fuoco e alla presenza delle Forze dell’Ordine.

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Il Gip presso il Tribunale di Lamezia, constatato che per questi immobili non è mai stata presentata alcuna domanda di condono, ed essendo stati costruiti in zona agricola dove sono possibili solo interventi silvo-colturali o la realizzazione di fabbricati rustici e funzionali alle esigenze dell’agricoltura, oltre ad aver considerato come l’area sui cui sorgono questi immobili sia in realtà sottoposta a vincoli paesaggistici e idrogeologici, a rischio sismico, ha emesso il provvedimento di sequestro. Dal canto suo, la Procura della Repubblica di Lamezia Terme ha concesso fino al 20 settembre 2011 per sgomberare l’area da persone e cose. Allo scadere del termine, le persone e cose saranno sgomberate con l’ausilio delle forze dell’ordine.

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