
Lamezia Terme 7 luglio – Il giorno sette luglio 2011 passerà alla storia di Lamezia per la concomitanza di numerosi fatti di cronaca, tra cui quello che si è verificato all’interno dell’ex Zuccherificio in località Sant'Eufemia. Un uomo, un giovane apparentemente tra i 26 e i 27 anni, è stato trovato morto, completamente nudo e riverso sul pavimento al primo piano dell’edificio abbandonato a Sant’Eufemia. Una giovane donna, probabilmente coetanea, è stata ritrovata in stato confusionale nei pressi dell’edificio. La donna, una colombiana, ha raccontato agli inquirenti, prima di essere accompagnata al pronto soccorso, di essere stata violentata a turno da un gruppo di uomini all’interno dell’Ex Zuccherificio. La giovane assieme al coetaneo sarebbero scesi da un treno ieri sera e, nei pressi della vicina stazione Centrale, sarebbero stati adescati da un gruppo di uomini non meglio identificati.

Tutti insieme sarebbero riusciti ad entrare nello Zuccherificio abbandonato e, una volta lì, il gruppo di uomini avrebberp abusato a turno della ragazza e avrebbero dato delle sostanze stupefacenti, rivelate poi fatali, per il giovane. Una segnalazione alla locale compagnia dei carabinieri, giunta stessa ora in cui la maggior parte delle forze dell’ordine si precipitavano in via Misiani, segnalava la presenza del corpo e della donna all'interno dello Zucherificio. I militari dell’Arma, giunti sul posto, rompevano il lucchetto del cancello principale dello stabilimento e ritrovavano la donna al di fuori dell’edificio e l’uomo ormai privo di vita al piano superiore. Una storia squallida, ambientata in un posto dello stesso tenore, abbandonato e cadente, dove all’interno trovano rifugio, visti gli oggetti estranei alla coppia, diversi sbandati. Una storia che dovrà far riflettere la città sul tenere in piedi, così com’è, una struttura fatiscente dove si consumano episodi del genere, tra cui violenze e, forse, omicidi.

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