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CIE

Lamezia Terme, 22 marzo – Si è svolto oggi il processo per i sei marocchini che si sono resi protagonisti di una rivolta lo scorso 14 marzo e che è culminata nella fuga di due tra gli extracomunitari del Cie, il Centro di Identificazione ed Espulsione che si trova in contrada Pian del Duca a Lamezia. I reati contestati vanno dalla resistenza alle lesioni a Pubblico Ufficiale, oltre che al danneggiamento aggravato e al lancio di oggetti pericolosi. I fatti si sarebbero svolti all’alba dello scorso 14 marzo quando, dopo aver creato un buco nella parete, gli extracomunitari si sarebbero calati con delle lenzuola dal primo piano della stanza loro assegnata per darsi poi alla fuga. Intercettati da due agenti che prestavano servizio di sorveglianza avrebbero lanciato mattoni e calcinacci in direzione delle forze dell’ordine per coprirsi la fuga, in realtà concretizzata solo da due di loro, attualmente ancora ricercati. Nella concitazione generale sono quindi stati identificati solo in sei, su cui gravavano già dei precedenti penali e relativo decreto di espulsione. Durante il processo odierno l’accusa, sostenuta dal Vpo Vincenzo Cardamone ha chiesto il massimo della pena mentre la difesa, sostenuta dall’avvocato Marco Costantino, difensore di cinque dei sei imputati, e l’avvocato Gerardo Cembalo hanno avanzato richieste diverse.  Per quattro dei marocchini, che si sono avvalsi del rito abbreviato, l’avvocato Costantino ha chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto o il minimo della pena con tutte le attenuanti di legge. Nella sua arringa, infatti, l’avvocato della difesa ha sostenuto come assieme ai suoi assistiti ci fossero almeno un’altra trentina di persone, di cui due si sarebbero poi date effettivamente alla fuga. Non essendo state, inoltre, messe agli atti le immagini della videosorveglianza, l’avvocato ha avanzato il dubbio sull’effettivo coinvolgimento dei suoi assistiti anziché altri. Rito abbreviato e stesse motivazioni sono state avanzate, per il suo assistito, dall’avvocato Cembalo del foro di Salerno. Il giudice Angelina Silvestri ha poi deciso di non concedere le attenuanti e ha condannato cinque marocchini a due anni e sei mesi di reclusione al termine dei quali gli extracomunitari dovranno probabilmente essere espulsi. Due anni e due mesi, invece, sono stati inflitti al sesto marocchino che aveva chiesto il patteggiamento della pena. Per l’avvocato Costantino, comunque, ci sono gli estremi  per ricorrere in appello proprio perché, con questa sentenza, non si sarebbe tenuto conto del famoso in dubbio pro reo.

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