
Lamezia Terme, 30 aprile - Sono due gli arresti in flagranza e un fermo per estorsione quelli eseguiti questa mattina da personale della Polizia di Stato del Commissariato di Lamezia Terme. Il reato si è consumato ai danni di un titolare di un’attività commerciale della zona al quale i tre, tutti lametini, avevano appena estorto la somma di 700 euro.
I fatti che hanno portato agli arresti
Estorsione aggravata. Questa l’accusa con cui sono stati arrestati padre e figlio, Michele, 68 anni, e Marco, 22 anni, Sorrentino. L’arresto eseguito dal personale della Polizia di Stato di Lamezia è avvenuto in flagranza di reato dopo aver incassato 700 euro proprio nelle immediate vicinanze dell’attività da tempo presa di mira in località Carrà Cosentino. Ai due arresti è seguito anche il fermo di Giovanni Caruso, 24 anni in quanto avrebbe concorso con i due a vessare la vittima del racket. Caruso, infatti, anche se non presente oggi al momento della riscossione, aveva accompagnato il padre e figlio presso l’attività assistendo alle pressanti, illegittime richieste di denaro rivolte al titolare. Al culmine di tali richieste, i due Sorrentino avrebbero minacciato la vittima anche di morte, oltre a presagire danni ingenti all’attività.
Tutto sarebbe nato a seguito di un episodio di natura estorsiva a seguito del quale gli agenti avrebbero avviato le relative indagini e, una volta ottenuta la fiducia della vittima, sono riusciti anche grazie alla sua collaborazione, a coglierli in flagranza. I due giovani, Marco Sorrentino e Giovanni Caruso hanno a loro carico diversi precedenti in materia di spaccio per sostanze stupefacenti e sono sottoposti a regime di Avviso Orale di pubblica sicurezza. Il questore Guido Marino, presente alla conferenza stampa seguita agli arresti, avrebbe fato sapere che “i soggetti non risultano inseriti in nessun organigramma”, dei cani apparentemente sciolti “e proprio per questo, la cosa non ci tranquillizza affatto”.
Il Primo dirigente Antonio Borrelli ha aggiunto che “appena avuto chiaro il quadro abbiamo deciso di chiudere la vicenda” aggiungendo che il mancato legame con altre consorterie criminali e la richiesta estorsiva possono essere inquadrate nel fatto di volersi “inserire nel vuoto di potere e che qualcuno possa e voglia colmarlo in questo momento”. Dal Commissariato hanno aggiunto che i soggetti sono tutti lametini ma della zona collinare e che le richieste accertate risalgono a tre mesi fa. Nell’arco di tempo intercorso i Sorrentino avrebbero anche rifiutato di accettare “500 euro, perché considerato troppo poco”. I soggetti sono stati poi accompagnati nel carcere di Lamezia.

