
Lamezia Terme, 28 febbraio - Quando gli agenti hanno perquisito l'abitazione del sessantenne Rocco Lotito, hanno trovato una cinquantina di pratiche che avrebbero permesso la cancellazione di protesti bancari. L'uomo, ex bancario, è stato così sottoposto a fermo dalla polizia con l'accusa di avere falsificato le sentenze del Tribunale di Lamezia Terme per la riabilitazione dei protestati con un costo medio, per il suoo "disturbo" di 600 euro. "Le pratiche - ha riferito il dirigente del commissariato della Polizia di Lamezia Antonio Borrelli affiancato dal vice Lucia Cundari - erano contenute in una scatola da scarpe trovata nel corso di una perquisizione a casa dell'uomo insieme a timbri falsi, ma perfettamente riprodotti, della cancelleria, dell'assistente amministrativo e dell'ufficio deposito del Tribunale lametino oltre a quelli di incaricato del sindaco di vari comuni della zona". Gli investigatori stanno cercando di risalire all'autore dei timbri.

L'uomo falsificava le sentenze grazie ad un computer nel quale aveva scannerizzato una sentenza autentica sulla quale, di volta in volta, cambiava le generalità dell'interessato. Quindi le depositava alla Camera di commercio di Roma, abilitata alla riabilitazione dai protesti. E' stata proprio una comunicazione della Camera di commercio in cui si comunicava la riabilitazione giunta sulla scrivania del presidente del tribunale, Giuseppe Spadaro, a fare partire l'inchiesta. Spadaro, infatti, ha notato che il numero di registro era identico a quello di una pratica trattata con esito negativo pochi giorni prima. E' stata così interrogata la ragazza che risultava beneficiaria del provvedimento che ha fatto il nome di Lotito. La donna ha riferito di essersi rivolta all'uomo che le ha consigliato di presentare una denuncia di smarrimento dell'assegno di 208 euro per la quale era stata protestata e che avrebbe pensato a tutto lui in cambio di un compenso di 600 euro pagato con bonifico bancario. Nel computer dell'uomo sono state trovate anche denunce di smarrimento scannerizzate che venivano di volta in volta falsificate.

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