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Lamezia Terme, 11 gennaio – E’ stato fermato dai carabinieri, G.C, 27 anni lametino che durante una lite in discoteca ha staccato parte di un orecchio ad un altro ragazzo. Quella che doveva essere una serata di divertimento con amici si è trasformata, infatti,  in un incubo per un giovane venticinquenne di Longobardi. Erano da poco trascorse le tre di notte di sabato 7 gennaio quando, all’interno di una nota discoteca di Lamezia Terme, per futili motivi è scoppiata una furibonda lite tra il giovane della Provincia di Cosenza ed giovane Tyson lametino. Prima che il personale preposto alla sicurezza interna del locale notturno riuscisse a sedare gli animi, nel corso della colluttazione il  ragazzo cosentino si è visto letteralmente strappare parte del padiglione auricolaredestro da un morso del rivale. Poco dopo sono sopraggiunti i sanitari che hanno soccorso il giovane che aveva cominciato a perdere molto sangue nonché le pattuglie dell’Arma che hanno subito raccolto le testimonianze di quanto accaduto. Nessuna traccia del ragazzo che aveva dato il morso che, nelle fasi concitate e nel trambusto generale, era riuscito ad allontanarsi dalla discoteca. Con non poche difficoltà, tuttavia, i carabinieri sono riusciti a ricostruire in  parte la dinamica degli eventi e ad   avere una descrizione del giovane fuggito, consentendo in tal modo alla vittima e agli amici di riconoscerlo in una foto segnaletica in quanto già noto alle forze dell’ordine. Raccolti tutti gli elementi, i Carabinieri, alle prime luci dell’alba di oggi si sono presentati presso l’abitazione dove il giovane lametino aveva trovato rifugio, dichiarandolo in stato di fermo per le lesioni gravissime provocate al ragazzo cosentino, al quale il morso ha provocato la lesione e lo sfregio permanente del viso. Nella stessa tarda mattinata, alla presenza del proprio legale, il giovane è stato interrogato dal Pm i turno il quale ha ritenuto il fermo legittimamente eseguito sussistendo concreti elementi di colpevolezza, disponendo, tuttavia, la liberazione dell’indagato sussistendo ragioni che impongono ulteriori accertamenti e pertanto non ravvisando presupposti per l’applicazione di altre misure cautelari, attesa anche la piena confessione dell’indiziato.

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