
Lamezia Terme, 5 marzo - Il gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme ha eseguito una misura cautelare (arresti domiciliari) a carico di un imprenditore lametino accusato di estorsione continuata ai danni di un dipendente della società di cui è amministratore.
Il provvedimento, disposto dal g.i.p. presso il tribunale di Lamezia Terme su richiesta della locale Procura della Repubblica, è scaturito dall’esito degli accertamenti eseguiti dai finanzieri a seguito di un esposto presentato dal medesimo dipendente, il quale lamentava che l’amministratore della società in cui prestava la propria collaborazione, fin dalla sua assunzione, lo avrebbe indotto a restituire parte della retribuzione figurante in busta paga, sotto la minaccia di licenziamento.
Gli immediati riscontri hanno consentito ai finanzieri di accertare che con la sua condotta il responsabile della società avrebbe, di fatto, costretto il lavoratore a restituire ingiustamente circa 47.500 euro nel corso di tutto il periodo lavorativo. Il servizio odierno si inserisce in una più ampia attività di contrasto alla devastante piaga del lavoro sommerso posta in essere dalla guardia di finanza attraverso la prevenzione e la repressione sia degli illeciti volti alla mera evasione fiscale e contributiva sia delle frequenti manifestazioni offensive della dignità dei lavoratori.
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