
Lamezia Terme, 11 gennaio - Ieri mattina il ritrovamento:una bottiglietta riempita con del liquido infiammabile, un accendino e tre proiettili calibro nove proprio all'ingresso del locale di cucina internazionale. Un avvertimento di natura estorsiva ad un'attività che, dopo mesi di lavoro, ha visto la luce a ridosso delle festività natalizie in piazza Stocco, in pieno centro, a due passi dal corso Numistrano. I giovani proprietari del ristorante di cucina etnica credono nel loro progetto di vivacizzare la movida lametina e, prontamente, hanno fotografato il corpo del reato e deciso di pubblicare nella pagina facebook di un'altro locale, di proprietà di uno di loro e che si trova nella stessa piazza, il messaggio "no al pizzo". Un rifiuto, una risposta che arriva da uno dei più potenti mezzi di comunicazione attualmente in circolazione, il social network per eccellenza, ossia Facebook. Il messaggio chiaro e conciso, punta dritto al nocciolo dell'avvertimento. Sotto la foto scattata dagli stessi proprietari si legge infatti: "noi il pizzo non lo paghiamo. Oggi ci hanno fatto trovare un regalino. PENSANO DI AVERCI FATTO DIVENTARE DEI SASSI, MA I SASSI A VOLTE PARLANO: NO AL PIZZO". Un messaggio breve e d'effetto, che si conclude con un rimando alla lettera che l'imprenditore siciliano Libero Grassi scrisse esattamente vent'anni fa al Giornale di Sicilia esprimendo la sua ferma volontà a non pagare il pizzo. A quel gesto i giovani proprietari del ristorante etnico fanno ora riferimento in quanto , dicono "rispecchia il nostro pensiero".

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