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Lamezia Terme, 28 febbraio - Il fenomeno della dispersione scolastica è fortemente sentito in alcuni comuni del comprensorio lametino. Capofila di questo negativo primato è proprio il territorio del Comune di Lamezia Terme. Grazie alla sinergia con i dirigenti degli istituti scolastici e con i servizi sociali, la Procura della Repubblica ogni anno riceve segnalazioni di genitori che non inviano i propri figli alla scuola dell'obbligo. I dati dell'ultimo triennio relativi solo all'attività compiuta dall'Arma dei Carabinieri di Lamezia Terme sono indicativi:

· Anno scolastico 2008/2009: 156 persone denunciate;

· Anno scolastico 2009/2010: 95 persone denunciate;

· Anno scolastico 2010/2011: 114 persone denunciate.

Dall'attività di controllo condotta in sinergia e stretta collaborazione con gli istituti scolastici, ed avviata sistematicamente in tutti Comuni rientranti sotto la competenza della Compagnia Carabinieri di Lamezia Terme (Lamezia Terme, Feroleto Antico, Pianopoli, Gizzeria, Falerna e Nocera Terinese), quest'anno è emerso che l'80% del fenomeno è concentrato nel Comune di Lamezia Terme e che il 20% è equamente ripartito tra i Comuni di Gizzeria e Falerna.

Del citato 80%, per la quasi totalità, a non inviare i figli alla scuola dell'obbligo sono principalmente famiglie di etnia rom ormai stanziali sul territorio lametino, mentre in quel 20%, rientrano famiglie di nazionalità marocchina le cui comunità sono particolarmente numerose nei due Comuni della costa tirrenica.

Numerosi sono i casi in cui nel 2010, i Carabinieri sono dovuti intervenire per prevenire e reprimere reati commessi da minori o che hanno avuto questi ultimi come vittime. Nel 2010, inoltre, i Carabinieri del quartiere Sambiase hanno denunciato 10 persone che impiegavano i minori nell'accattonaggio. In tal senso, l'episodio del 2010 forse più significativo, e che meglio può essere utilizzato quale quadro di sintesi delle problematiche infantili in questo territorio è stato il ferimento, quasi mortale, della bambina rom di 9 anni all'interno del campo di località Scordovillo di Lamezia Terme, colpita da un proiettile vagante a causa di una sparatori: l'unica a pagarne le conseguenze è stata proprio la bambina.