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Lamezia Terme, 25 febbraio – Sono sette le persone coinvolte nel giro di prostituzione scoperto dai carabinieri di Lamezia Terme e la procura, nella persona del sostituto Esposito.  Il capo, Umberto Chilelli, però, non era lametino ma di Fiumefreddo Bruzio.  Durante una perquisizione gli sono stati trovati buoni per 6.500 euro più altro denaro contante. Una cifra inspiegabile, visto che Chilelli è un pensionato che vivrebbe con 300 euro al mese. Gli altri, Giovanni Costanzo, Sesto Crocco, Francesco Senno, Antonio Romano, finiti agli arresti domiciliari, svolgevano un ruolo di aiuto e supporto logistico al lavoro delle 10 ragazze nigeriane e senegalesi che esercitavano il meretricio lungo la statale 18, tra Nocera e Pizzo. Le donne, tutte con regolare permesso di soggiorno, risultavano essere ufficialmente delle semplici colf e badanti e abitavano in un albergo a Paola, nel cosentino. Da lì si spostavano grazie all’aiuto di altre due persone di Lamezia, di cui non sono state rese note le generalità, che di professione fanno gli autisti di taxi e che ora sono stati colpiti da provvedimento di obbligo di dimora. Le indagini si sono avvalse di pedinamenti, intercettazioni e appostamenti. Durante uno di quest’ultimi è emerso anche che una delle donne riusciva ad avere 45 clienti al giorno, mentre le prestazioni avevano un a tariffa che variava dalle 40 alle 50 euro.

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