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Lamezia Terme, 15 dicembre – E’ scattata all’alba di stamane l’operazione Delta, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Vitello e dal Sostituto Domenico Galletta e condotta dal Commissariato della città della piana con la collaborazione della Squadra Mobile e di altri Uffici della Questura di Catanzaro, nonché del Reparto Prevenzione Crimine “Calabria”. Con il blitz di oggi si è data esecuzione a 12 provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Lamezia Terme, su richiesta della Procura, nei confronti di soggetti dediti, in concorso tra loro, alla commissione di reati di intestazioni fittizie di quote, beni ed utili societari che avrebbero lo scopo di arricchire in modo occulto uno dei dodici arrestati, Pietro Iannazzo, con lo scopo di sottrarre il patrimonio a provvedimenti di prevenzione patrimoniale.

I dettagli dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa convocata in Procura alla presenza del procuratore Salvatore Vitello, del sostituto procuratore Domenico Galletta, del questore di Catanzaro Vincenzo Roca e del primo dirigente del commissariato di Lamezia Pasquale Barreca. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal Gip presso il Tribunale di Lamezia Terme e consistono nella misura della custodia cautelare in carcere per due di questi, Pietro Iannazzo, anni 35, figlio di Francesco Iannazzo, ucciso in un agguato nel 1992, e Pierpaolo Muraca, 34 anni, secondo gli inquirenti il prestanome del primo. Le altre dieci persone, tra cui una donna, sono state poste a gli arresti domiciliari. Si tratta di: C. G., R. A., R. G., M. C., M. R., C. G. F., P. R.,  R. P., M. F., B. G. e l’accusa per loro sarebbe di intestazione fittizia di quote, beni ed utili societari che, secondo gli inquirenti, sarebbero serviti all’arricchimento del Iannazzo.

La polizia di Lamezia, nel corso della stessa operazione, ha anche sequestrato tre società: la Emmedue srl, la Deltavi costruzioni e la Coeme srl le quali avrebbero partecipato alla realizzazione di opere pubbliche. Nell’operazione sarebbero indagati anche due funzionari di banca, presso le cui filiali le società avevano aperto dei conti.

Sempre stamani sono stati sequestrati 150.000 euro tra beni preziosi, buoni fruttiferi e contanti. Secondo il procuratore Salvatore Vitello quella di oggi è un’operazione importante per il mondo dell’impresa “ si tratta di un’operazione di trasparenza dell’economia visto che l’operazione odierna coinvolge tre società importanti di questa città. Un monito per chi fa impresa in modo poco trasparente”.