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Lamezia Terme, 21 gennaio – Per la presunta truffa ai danni dell’Unione Europea, che è scaturita nell’operazione “Terminal” eseguita ieri dagli uomini del comando provinciale della Guardia di Finanza e coordinati dal sostituto procuratore Domenico Galletta, sono indagate 15 persone. Da una parte c'è la proprietà della struttura Vincenzo Parrilla, assieme a lui anche Fabrizio D’Agostino, genero di Parrilla e direttore dell’AsiCat, l’imprenditore Vincenzo Bifano, Gennaro Longo, Francesco Lafratta, Vincenzo Ferraiuolo, Roberto Maurizio Molinaro, Vincenzo Reto e il direttore dei lavori Francesco Maida. Dall'altra parte, in questa vicenda, c'è anche il coinvolgimento di dipendenti regionali con Gianfranco Ielo, dirigente, e i funzionari Nicodemo Strancia, Daniele Patania, Ivana Fazzari, Eugenio Madeo e Ofelia Nicolina Mannucci. L’accusa, per loro, è quella di non aver vigilato sui collaudi alla struttura alberghiera in località Garrubbe di Feroleto Antico. Coinvolte anche sei società che avrebbero emesso fatture false per l’elargizione dei fondi UE 2000/2006.

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