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Lamezia Terme, 1 marzo – Nella Calabria del Piano di rientro dal deficit sanitario, dove si procede a tagliare i “rami secchi” che "pesano" sulle casse regionali e delle singole aziende sanitarie provinciali, ecco che irrompe sulla scena giudiziaria una vicenda che apre interrogativi sulla possibilità che ciò di cui si parla oggi non sia, probabilmente, un caso isolato. Stiamo parlando dell’operazione condotta dalle fiamme gialle di Catanzaro e coordinata dal procuratore di Lamezia Salvatore Vitello e dal suo sostituto Domenico Galletta e che ha portato all’arresto del vice sindaco di Nocera Terinese, Rolando Barletta,  58 anni, in qualità di impiegato dell’Asp catanzarese. Le accuse rivoltegli vanno dal peculato continuato al falso ideologico in atto pubblico. I finanzieri del Comando di Catanzaro hanno appurato che nel poliambulatrorio  di Nocera, che l’Asp voleva chiudere proprio perché diventato non più renumerativo, l’unico addetto ai ticket era anche colui che si sarebbe appropriato di gran parte delle some. In pratica, nel sistema informatico dell’Asp risultavano sì le prenotazioni dei pazienti, ma anche diverse “disdette” ed esigui guadagni. I finanzieri recatisi sul posto come finti pazienti hanno invece potuto constatare come il poliambulatorio giornalmente avesse una più che discreta attività, tanto che ulteriori indagini hanno permesso di accertare, in un brevissimo lasso di tempo, come negli ultimi due mesi l’appropriazione si aggiri attorno ai 6.492,17 euro.

La metodologia

Il responsabile dell’area amministrativa del poliambulatorio, attraverso artefatte annotazioni contabili e l’emissione di documentazione falsa, comunicava agli uffici centralizzati dell’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro incassi di ticket notevolmente inferiori rispetto a quelli effettivamente riscossi dagli assistiti; ciò al fine di poter versare soltanto in parte quanto spettante all’ente pubblico e trattenere illecitamente per sè la differenza. Dalla documentazione sottoposta a sequestro, tuttavia, appare che tale condotta illecita sia stata perpetrata per un lasso di tempo molto più ampio (alcuni anni) e, pertanto, sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati a quantificare compiutamente l’entità complessiva del danno arrecato all’Asp catanzarese. Al momento dell’arresto l’uomo si trovava in ferie mentre l’Asp, proprio in questi giorni, e adottando il metodo del pagamento dei bollettini postali, ha già guadagnato più del doppio degli ultimi due mesi.  Il procuratore Vitello, nell’introdurre l’operazione, ha sottolineato l’impegno del suo ufficio con le forze dell’ordine e che si continuerà ancora di più nel perseguimento dei reati in materia di truffe societarie e finanziarie in tutto il territorio di competenza.

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