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 COMMISSARIATO-LAMEZIA-bis

Lamezia Terme, 3 novembre – Ennesima storia di violenza domestica che ha come vittima una donna lametina. Dopo l’omicidio di Adele Bruno, però, qualcosa si muove. Ieri sera è infatti giunta la richiesta d’aiuto da parte dei familiari della donna che, a casa, veniva minacciata dal marito, un disoccupato di 52 anni, che era rincasato ubriaco. La donna, spaventata, è riuscita a divincolarsi e a fuggire, con addosso solo il pigiama e a rifugiarsi a casa dei parenti che hanno dato l’allarme.  Gli agenti del locale commissariato di polizia, giunti presso casa della donna, sono riusciti a calmare l’uomo, C.R., che poco dopo si è allontanato permettendo alla moglie di farvi rientro. Purtroppo, l’uomo è rincasato poche ore più tardi con in mano in coltello minacciando di morte la moglie.  Il 52enne, furente, ha iniziato a rovesciare mobili e suppellettili, insultando la moglie e colpendola più volte al viso e sul corpo aiutato da una cintura. La donna, anche in questo caso, ha avuto la lucidità e la prontezza di riflessi necessaria a divincolarsi e a rinchiudersi in bagno portando con sé le chiavi di casa. Mentre l’uomo cercava di forzare la porta con il coltello, la donna è riuscita a chiamare con il suo cellulare nuovamente la polizia che, una volta sopraggiunta, si è vista lanciare dalla finestra le chiavi  di casa ed accedere subito nell’abitazione. Gli agenti hanno così potuto bloccare il marito violento e trarlo in arresto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, minacce aggravate dall’uso del coltello. La donna, poco più tardi, ha raccontato agli operatori del 118 che l’hanno accompagnata all’ospedale di essere sposata da quasi trent’anni e di essere da tempo vittima dei soprusi del marito.

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