Lamezia, processo per estorsione a due imprenditori: chieste 2 condanne e un’assoluzione

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Lamezia Terme – Due condanne e un’assoluzione sono state chieste dal Pm nel processo per tentata estorsione ai danni di due imprenditori. Davanti al Gup di Catanzaro Antonio Battaglia, si è celebrato infatti oggi il giudizio abbreviato nei confronti di Angelo Francesco Paradiso (con gli avvocati Antonio Larussa e Tassone), Nino Cerra ‘91 (difeso dall’avvocato Lucio Canzoniere) e Claudio Paola (difeso dall’avvocato Aldo Ferraro), accusati, i primi due, dell’estorsione commessa nell’inverno del 2011 ai danni di un imprenditore impegnato nella costruzione dei marciapiedi di una strada nel quartiere Capizzaglie di Lamezia, e tutti e tre della estorsione commessa ai danni di una impresa impegnata nella costruzione di un forno sempre nel quartiere Capizzaglie.

Poiché i tre imputati hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, oggi è stato il turno del Pm, che al termine della sua requisitoria, ha chiesto la condanna di Angelo Francesco Paradiso e di Nino Cerra ‘91 alla pena di anni 10 ed euro 2.000,00 di multa ciascuno perché ritenuti colpevoli dell’estorsione all’imprenditore impegnato nella costruzione dei marciapiedi a Capizzaglie, mentre rispetto all’altro reato contestato a tutti e tre gli imputati il Pm ha chiesto la loro assoluzione perché il fatto non sussiste o comunque perché gli imputati non lo hanno commesso.

Ha poi preso la parola l’avvocato Aldo Ferraro in difesa di Claudio Paola, che ha chiesto l’assoluzione del suo assistito evidenziando: “l’inesistenza di alcuna prova che consenta di affermare la penale responsabilità del suo assistito per il reato che gli viene contestato, soprattutto considerando che le dichiarazioni accusatorie rese da Umberto Egidio Muraca costituiscono l’unica fonte di prova astrattamente a favore della ipotesi accusatoria, ma che esse sono rimaste prive di alcun riscontro che possa dirsi esterno rispetto alla stesso Umberto Egidio Muraca, e soprattutto individualizzante rispetto alla specifica posizione di Paola Claudio”. Il Giudice ha quindi rinviato il processo al 17 giugno 2019, data in cui vi saranno le discussioni degli altri difensori, e la lettura del dispositivo.

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