
Lamezia Terme, 23 febbraio – Per i Carabinieri di Lamezia, che in queste ore hanno interrogato diversi ragazzi accompagnati in Caserma dai loro genitori, si tratterebbe di “una bravata”. Questa, in sintesi, la pista privilegiata e al vaglio dei Carabinieri che indagano sul raid vandalico alla scuola “Don Saverio Gatti” del quartiere Capizzaglie di Lamezia. Secondo una prima ricostruzione fatta dai militari dell’Arma, un gruppo di amici, tra i 14 e 15 anni, si sarebbe dato appuntamento nei pressi della scuola lo scorso 20 febbraio attorno alle 18.00. Una “sfida”, dunque, alla base del gesto che per i Carabinieri non sarebbe riconducibile alla manifestazione contro la criminalità organizata di giorno 29 che da lì prenderà il via. Secondo una prima ricostruzione, un nutrito gruppo di ragazzi del quartiere avrebbe scavalcato la recinzione e, solo alcuni, forzando una finestra, sarebbero entrati per compiere il raid durato all’incirca una mezz’ora. Per il momento, sui minori, gravano solo indizi di colpevolezza, ma nessuna certezza che li inchiodi alle loro responsabilità. Nonostante, dunque, la manifestazione contro la ‘ndrangheta del prossimo 29 febbraio parta proprio dalla scuola “Gatti” di Capizzaglie, per i Carabinieri di Lamezia, che indagano sul caso, il movente sarebbe da ricondurre ad una “bravata di carnevale” compiuta da alcuni ragazzi e per i quali dal Comando “si spera che l’essere stati convocati ed essere stati interrogati valga soprattutto da ammaestramento”.
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