
di Virna Ciriaco
Lamezia Terme, 14 gennaio - Dopo la riunione operativa di ieri in Comune con il Prefetto Antonio Reppucci, cui hanno partecipato tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio, si sono riaperte oggi le ricerche del corpo di Pronestì. Dato ufficialmente disperso due giorni fa dai vigili del fuoco, che per sei giorni lo hanno cercato lungo il corso del torrente Piazza, ora si punta al rinvenimento del corpo. A turno, ogni giorno, si occuperanno delle ricerche del cadavere polizia, carabinieri, guardia di finanza. Oggi è stata la volta dei carabinieri che, con un mezzo eliportato, hanno sorvolato il corso del torrente. Le ricerche a terra, invece, sono affidate alla protezione civile che, con la Malgrado Tutto di Pierluigi e Raffaello Conte si stanno occupando di fare pulizia tra i canneti. Oggi si è proceduto ad un primo disboscamento del torrente Piazza tra Ponte Notaro e quello di Terravecchia, purtroppo senza alcun esito. Al lavoro anche Igor, pastore tedesco di 5 anni della Lipambiente che, fiutando alcuni indumenti appartenuti a Vincenzo, ha rifatto il percorso da casa dell’uomo fino al ponte nel parco dove si è gettato lo mattina del 6 gennaio.
Intanto i vigili del fuoco, che hanno operato nelle ricerche, hanno segnalato ieri al Prefetto e alle altre forze dell’ordine, la presenza di diversi scarichi abusivi che si gettano direttamente nel torrente Piazza. Le ricerche di Pronestì sarebbero state, quindi, particolarmente difficili vista la scarsa visibilità delle acque rese torbide da numerosi scarichi fognari abusivi nel tratto che va da Calia al ponte di Terravecchia. La morte di Pronestì, dunque, avrebbe messo drammaticamente in luce quanto più volte scritto circa il pessimo stato di abbandono dei torrenti a cui si aggiunge l’illegalità nelle condotte fognarie cittadine.
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