Nasconde 5 milioni al fisco, denunciato imprenditore calabrese a Rimini

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Rimini - Ha nascosto al fisco quasi 5 milioni, grazie a società di comodo e conti correnti in banche inglesi e sammarinesi, usando fatture false emesse da società di Ravenna. E' indagato dalla Guardia di Finanza di Rimini, l'imprenditore di origine calabrese ma residente a Rimini, Erminio Pupa, 60 anni, il figlio Gaetano e la moglie. I finanzieri hanno infatti eseguito, nei giorni scorsi, un provvedimento, emesso dal gip Vinicio Cantarini, di sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore stimato di due milioni di euro. Il noto imprenditore del settore del fotovoltaico è indagato per evasione fiscale e insieme alla moglie per trasferimento fraudolento.

Il figlio è indagato per il riciclaggio dei proventi dell'evasione fiscale. Secondo le indagini dei militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria, coordinati dalla Procura della Repubblica, iniziate nel 2016, l'imprenditore attraverso la propria azienda di costruzione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, avrebbe realizzato un impianto fotovoltaico a Fano, subappaltando parte dei lavori a ditte che avrebbero, poi, emesso nei confronti della società di Pupa fatture per operazioni inesistenti per un importo pari a quasi 4,6 milioni, consentendogli così di evadere le imposte per oltre 2,2 milioni. Stando alle Fiamme Gialle, attraverso molteplici conti correnti, il denaro sarebbe stato trasferito su conti correnti intestati a società e persone fisiche riconducibili al 60enne. In particolare una rilevante somma di denaro è risultata girata su conti correnti intestati al figlio che, a sua volta, avrebbe di conseguenza "riciclato" tali somme effettuando bonifici su conti presso banche sammarinesi, società inglesi, nonché acquistando immobili ed emergendo, in soli tre anni, per una sproporzione di reddito, tra investimenti ed entrate globali, ad oltre 700 mila euro.

L'imprenditore proprio per evitare i sequestri da parte della Gdf si era infatti spogliato della titolarità di una buona parte dei propri beni, costituendo ed intestando alla moglie due nuove società alle quali aveva venduto immobili e terreni. Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Paolo Gengarelli hanno portato al sequestro di 5 conti correnti, 44 terreni, 5 appartamenti, quote societarie di 5 società, una polizza assicurativa, il tutto per un valore stimato pari a 2 milioni di euro.

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