
Catanzaro - I giudici della Corte d'appello di Catanzaro hanno confermato la condanna a dieci anni di reclusione nei confronti di Pasquale Giampà, di 47 anni, ritenuto uno elemento di spicco dell'omonima cosca della 'ndrangheta di Lamezia Terme. Il processo si è svolto dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato nei mesi scorsi una prima sentenza di secondo grado con la quale i giudici avevano ridotto da quindici a dieci anni la condanna di primo grado. Giampà è stato coinvolto nell'operazione chiamata 'Progresso' perché accusato di tentata estorsione ai danni dell'imprenditore Rocco Mangiardi. Il 10 giugno scorso la Corte di cassazione, accogliendo la richiesta dei difensori di Giampà, gli avvocati Tiziana D'Agosto, Francesco Gambardella e Francesco Gianzi, aveva annullato il primo giudizio d'appello disponendo che venisse rideterminata la pena. Stamane il sostituto procuratore generale Alessia Miele ha insistito perché la pena nei confronti di Giampà restasse immutata. Richiesta che è stata accolta dai giudici della Corte d'appello.
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