
Catanzaro, 17 ottobre - La Squadra Mobile di Catanzaro ha tratto in arresto a Novara quello che gli ambienti investigativi e la Dda definiscono quale "il più pericoloso killer della cosca Giampà". Si tratta di Francesco Vasile, 31 anni da poco compiuti, che, stando alle risultanze investigative e alle dichiarazioni di alcuni pentiti come Angelo Torcasio, "era alle dirette dipendenze del capo cosca Giuseppe Giampà". Vasile sarebbe il responsabile degli omicidi di Vincenzo Torcasio e Francesco Torcasio, padre e figlio, avvenuti a Lamezia Terme nei mesi di giugno e luglio 2011. Vincenzo Torcasio, che aveva numerosi precedenti penali ed era cugino di primo grado del boss dell'omonima famiglia, venne ucciso sotto gli occhi di numerose persone mentre una sera di giugno stava assistendo, a bordo campo, ad una partita di calcetto. L'uomo era allenatore di una delle due squadre che si stavano affrontando. All'omicidio stavano assistendo numerose persone che si allontanarono dal luogo del delitto. Un mese dopo, attorno alle 9 del mattino, venne ucciso il figlio Francesco mentre stava parcheggiando la propria automobile, una Peugeot 106, in una zona centrale della città. Il ragazzo morì all'istante e l'omicida, in segno di disprezzo, lanciò la pistola nell'abitacolo dell'automobile.
Il killer lametino sopreso dalla polizia al mercato coperto di Novara
Era per strada al mercato coperto di Novara, Francesco Vasile. A Vasile è stato notificato un provvedimento restrittivo emesso nell'ambito di una indagine della Dda di Catanzaro che ha identificato tutti i componenti del gruppo di fuoco della cosca della 'ndrangheta lametina. Nell'inchiesta sono indagate complessivamente una decina di persone che, nell'ambito degli omicidi, avrebbero svolto diversi ruoli. Gli inquirenti sono riusciti ad identificare i componenti del gruppo attraverso le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Giampà, il "presidente", figlio del boss Francesco Giampà. Vasile da alcune settimane si era allontanato volontariamente da Lamezia Terme perché, dopo l'inizio della collaborazione di Giuseppe Giampà, temeva ritorsioni nei suoi confronti da parte delle cosche avversarie o provvedimenti cautelari emessi dall'autorità giudiziaria. Durante la sua assenza da Lamezia, Vasile contattava telefonicamente i suoi familiari in Calabria fornendo delle false informazioni sul luogo dove si trovava. Ma gli inquirenti sapevano bene tutti i suoi spostamenti e lo monitoravano già da tempo ed oggi si è provveduto all'arresto. Quando gli agenti sono intervenuti Vasile ha avuto un attimo di timore ma si è poi "tranquillizzato" quando si è reso conto che si trattatava della polizia e non di qualcuno che era lì per ucciderlo. I particolari dell'arresto sono stati resi noti stamane nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, il procuratore aggiunto della Dda, Giuseppe Borrelli, il questore del capoluogo calabrese, Guido Marino, ed il capo della squadra mobile, Rodolfo Ruperti. Vasile, secondo quanto hanno riferito gli investigatori, durante la sua permanenza a Lamezia era dipendente di una delle società della famiglia Giampà. In segno di "devozione nei confronti di uno dei capi della cosca - hanno detto gli inquirenti - Basile si era fatto tatuare sul corpo la figura di un angelo".
Ad incastrarlo anche le confessioni del neo pentito Giuseppe Giampà
Ad incastrare Vasile quale killer "esclusivo", tanto da non commissionargli altri incarichi all'interno della cosca, ci sono anche le confessioni che il padrino (o "presidente") Giuseppe Giampà, figlio del boss Francesco, ha reso da quando è divenuto collaboratore di giustizia dallo scorso mese di settembre. E proprio nell'ordinanza di arresto di Vasile si fa per la prima volta esplicita, pubblica, dichiarazione di Giuseppe Giampà quale "collaboratore di giustizia" il quale, insieme alle dichiarazioni rese dall'altro pentito Angelo Torcasio, unitamente ad altra attività investigativa da parte della Dda e forze dell'ordine, ha permesso d'inchiodare Vasile quale pericoloso killer della cosca Giampà. Le procedure di arresto sono state accellerate per l'evidente pericolo di fuga dello stesso dopo diverse fughe di notizie che lo citavano quale killer degli omicidi dei Torcasio avvenuti nel 2011.
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