Salta al contenuto principale

CARABINIERI-ARRESTO

Reggio Calabria, 11 gennaio - Dopo l'operazione odierna denominata "Bellu Lavuru 2" condotta dalla Dda di Reggio Calabria ed eseguita dalla Compagnia dei Carabinieri di Reggio Calabria, si registrano le prese di posizione delle due società in cui lavoravano 4 degli arrestati, ovvero la Societa' italiana per Condotte d'Acqua S.p.A e l'Anas. Per Condotte Acqua Spa "i fatti oggetto dell'indagine risalgono al 2007" e che da allora non ha più partecipato a nuovi appalti in Calabri". "La società ed il proprio management - si legge in una nota - restano fiduciosi nell'operato della magistratura, nella certezza di non aver mai assunto la veste di connivente della criminalità organizzata". "Pur non conoscendo quali nuovi elementi abbiano determinato le gravose iniziative dell'Autorità giudiziaria nei confronti di alcuni dipendenti della società, si intende evidenziare - sottolinea Condotte - come gli accadimenti oggetto di indagine riguardino fatti passati risalenti all'anno 2007, già oggetto di precedenti verifiche ed accertamenti. Da allora, Condotte, con un radicale mutamento della propria governance e con l'adozione di un nuovo modello di amministrazione, ha ritenuto di non partecipare più a procedure di gara e a nuovi appalti nel territorio calabrese, portando a completamento esclusivamente gli appalti di cui era già aggiudicataria". In particolare, "per l'appalto di Palizzi, oggetto degli attuali provvedimenti dell'Autorità giudiziaria, in accordo con Anas, si è giunti ad una risoluzione consensuale dello stesso appalto, proprio nell'ottica di mantenere l'impegno di 'abbandono' del territorio calabrese". Condotte "ha sempre collaborato e collabora tuttora - conclude la nota - con le forze di pubblica sicurezza, denunciando tempestivamente i gravi episodi delittuosi di cui è risultata vittima (attentati, distruzione di mezzi, minacce ed addirittura uccisione e ferimento di propri dipendenti), che evidenziano lo sforzo del gruppo di vigilare per garantire la legalità senza scendere a compromessi con le organizzazioni criminali".

Sull'altro fronte, l'Anas ha deciso "con decorrenza immediata la sospensione dei rapporti di lavoro in essere, dopo aver già disposto il 10 dicembre 2007 la rimozione dagli incarichi operativi dei lavori di costruzione della variante di Palizzi sulla strada statale 106 Ionica del funzionario, architetto Vincenzo Capozza, e dei dipendenti Diego Vadalà e Domenico Candela". Lo rende noto l'Azienda in una nota. Capozza è stato arrestato stamani nell'operazione dei carabinieri "Bellu Lavuru 2" mentre Vadalà e Candela sono indagati in stato di libertà dopo che il gip non ha emesso nei loro confronti l'ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dalla Dda. "In riferimento all'operazione dei carabinieri contro le cosche della 'ndrangheta della fascia ionica - e' scritto nella nota - l'Anas esprime il suo plauso agli inquirenti e la soddisfazione per aver individuato l'organizzazione criminale oggetto dei provvedimenti restrittivi emessi dal Gip, su richiesta della Dda". "E' utile ricordare - prosegue la nota - che, per dare piena attuazione ai protocolli di legalità stipulati dall'Anas, l'Azienda istituì, anche su segnalazione delle indagini all'epoca in corso, uno specifico servizio di auditing interno per 'la verifica dei materiali e delle forniture', nonché il servizio per la 'tutela della legalita' e trasparenzà. L'Anas, inoltre, intende costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario per tutelare i suoi interessi e la sua immagine". L'Anas, infine, sottolinea "di non aver effettuato il pagamento dei lavori per la realizzazione della galleria di Palizzi, oggetto delle indagini, in quanto difformi dal capitolato di gara e che l'impresa appaltatrice Condotte d'Acqua ritenne di dover recedere, senza alcun indennizzo, dal contratto di appalto".

© RIPRODUZIONE RISERVATA