
Pescara, 29 marzo - Si finge appartenente ad un' organizzazione della ‘ndrangheta per ottenere un posto di lavoro. E' questa l’idea venuta in mente ad uno studente di 25 anni originario della provincia di Reggio Calabria denunciato dalla polizia per tentativo di estorsione dopo avere chiesto al titolare di un locale di Pescara di essere assunto, offrendogli in cambio la protezione della sua "famiglia". Questa richiesta sarebbe stata avanzata dopo che il giovane aveva appreso che il proprietario del locale aveva subito il furto dell'auto e di un computer. Lo ha chiamato al telefono presentandosi come avvocato e proponendogli un incontro con un suo cliente che aveva da fornire notizie riservate. Per rendere più verosimile la sceneggiata, il ragazzo ha telefonato da un'utenza di San Luca (Reggio Calabria), risultata intestata al suo nonno ormai deceduto. Qualche giorno dopo il giovane studente si è recato all'appuntamento con l'imprenditore a Pescara, questa volta spacciandosi come il cliente del sedicente avvocato e presentandosi come appartenente ad una famiglia della malavita calabrese. Al suo interlocutore ha fatto credere che i due furti erano da considerare come un segnale di avvertimento, aggiungendo che, in cambio di un posto di lavoro, gli avrebbe fornito "protezione". L'imprenditore si è rivolto alla Squadra Mobile della Questura di Pescara che, al termine di una rapida indagine, ha smascherato il giovane impostore.
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