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Reggio Calabria, 21 aprile – Dalle prime luci dell’alba è in corso una vasta operazione della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Reggio Calabria avente come oggetto il sequestro di beni per un valore di 190 milioni di euro alla cosca Pesce di Rosarno. I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria-Gico di Reggio, coadiuvati dallo Scico di Roma e in collaborazione con i carabinieri, hanno effettuato sequestri in Calabria, Lombardia, Campania e nella Capitale.

Tutti i numeri del sequestro

I sigilli sono stati apposti a 40 imprese, operanti nel settore dei trasporti, agrumicolo e del commercio. A queste società vanno aggiunte 44 abitazioni, 4 ville, 12 autorimesse, 60 terreni, 56 autoveicoli e 108 autocarri.

Le squadre dell’Interpiana e del Sapri sotto sequestro

Nell'operazione sono state sequestrate anche due squadre di calcio, l'Interpiana di Cittanova ed il Sapri, che militano nel campionato di serie D, girone I, attualmente occupano le posizioni di centro classifica. Entrambe le squadre sarebbero riconducibili alla cosca Pesce di Rosarno, che avrebbe utilizzato le due formazioni per accrescere il proprio consenso sul territorio.

Ma la figlia del boss si pente

Le indagini che hanno portato stamani al sequestro di beni per 190 milioni di euro, si sono avvalse anche delle dichiarazioni della pentita Giuseppina Pesce, figlia del boss Salvatore, indicato come il capo dell’omonima cosca. Sabato scorso, però, Giuseppina Pesce ha fatto sapere tramite il suo legale di avere interrotto la collaborazione con i magistrati della Dda di Reggio Calabria. Il sequestro di oggi nasce dall'approfondimento patrimoniale delle indagini che avevano condotto alle operazioni All Inside, condotte ad aprile ed a novembre dello scorso anno, nel corso delle quali erano stati arrestati, rispettivamente 40 e 24 presunti affiliati alla cosca Pesce. Due mesi fa, la Dda di Reggio Calabria ha chiuso le indagini emettendo 80 avvisi di conclusione indagini. L'inchiesta si basava proprio sulle dichiarazioni di Giuseppina Pesce. Nei giorni scorsi, il ministero dell'Interno ha fatto sapere che si costituirà parte civile, nella persona del prefetto Giancarlo Trevisone, Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, nel procedimento contro gli affiliati alla cosca Pesce. Nell'ambito dell'inchiesta All Inside, i carabinieri, nel febbraio scorso, avevano perquisito la sede della squadra di calcio Interpiana, oggi sequestrata.

Con il sequestro odierno, cosca annientata

Il sequestro di oggi, che per gli investigatori avrebbe completamente annientato la potenza economica della cosca Pesce, è stato disposto dal Tribunale di Reggio - Sezione Misure di Prevenzione, sulla base di una richiesta formulata dal procuratore di Reggio, Pignatone, e dal sostituto Cerreti.