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 carabinieri-finanzaReggio Calabria, 13 ottobre - Beni per un valore di 18 milioni di euro sono stati sequestrati dai finanzieri del Gico del nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria e dal Comando provinciale carabinieri nei confronti cosca Pesce di Rosarno. Le indagini patrimoniali si sono avvalse delle indicazioni fornite dalla collaboratrice di giustizia Giuseppina Pesce, figlia del boss della cosca Salvatore, e puntano, hanno riferito gli investigatori, ad annientare la potenza economica della consorteria di 'ndrangheta. Tra i beni sequestrati figurano otto imprese, con il loro patrimonio aziendale, operanti, principalmente, nel settore dei trasporti, in quello agrumicolo e nel commercio, beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie. Ci sono anche una squadra di calcio dilettantistico che milita in serie D, la Interpiana di Cittanova, ed una società sportiva, tra i beni sequestrati dalla guardia di finanza e dai carabinieri alla cosca Pesce di Rosarno.

Tra i beni sequestrati nel corso dell'operazione, denominata "All Clean 2", ci sono poi quattro ditte operanti nel settore agrumicolo, della vendita al dettaglio di frutta e verdura e per la lavorazione e conservazione di prodotti ortofrutticoli; una società di autotrasporti; un discount; due fabbricati, otto terreni coltivati ad agrumeti, vigneti ed uliveti nel vibonese, a Rosarno ed a Candidoni; altri cinque terreni coltivati sempre a agrumeti, vigneti ed uliveti a Laureana di Borrello; due autocarri e tre auto. Con l'operazione di oggi, condotta su disposizione della Dda, dal gip e dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria dai finanzieri del Gico del nucleo di polizia tributaria e dai carabinieri del Comando provinciale, con la collaborazione dello Scico di Roma, gli investigatori intendono stringere il cerchio intorno ai latitanti della cosca Pesce. Tra loro figurano ancora "U Ballerinu" Marcello Pesce; il figlio ed il genero del capocosca Antonino Pesce, Giuseppe, di 31 anni, e Roberto Matalone (34); Domenico Arena (57), cognato di Vincenzo Pesce detto "U Pacciu", irreperibile dal 20 settembre 2011 quando è stato condannato a 10 anni di reclusione.

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