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Catanzaro, 17 novembre – Un’ operazione condotta dalla Guardia di finanza di Catanzaro ha portato all’arresto di cinque persone, mentre altre due sono state sottoposte all'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria nell'ambito dell'inchiesta su presunte irregolarità fiscali e violazioni ambientali nella gestione della discarica di Catanzaro. Nel corso dell'operazione, compiuta dalla Guardia di finanza e dai Carabinieri di Noe, sono stati sequestrati beni per 12 milioni di euro. I dettagli dell'operzione sono stati illustrati questa mattina in procura dal procuratore capo Antonio Vincenzo Lombardo, dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, dal comandate della Guardia di finanza di Catanzaro Generale Salvatore Tatta, dal comandate del Nucleo di polizia tributaria di Catanzaro  Colonnello  Fabio Canziani e dal comandate provinciale dei carabinieri Colonnello Salvatore Sgroi.

In carcere imprenditori del nord

In carcere sono finiti il proprietario della società Enertech, Stefano Gavioli, 54 anni, di Venezia; il direttore tecnico della stessa società, Loris Zerbin, 50 anni, di Campolongo Maggiore (Venezia). Hanno ottenuto i domiciliari: l'amministratore di una delle società del gruppo della Enertech, Giovanni Faggiano, 52 anni, di Brindisi; Giancarlo Tonetto, 56 anni, di San Donà di Piave (Venezia) ed Enrico Prandin, 49 anni, di Rovigo. Un commercialista e di un tecnico della società Eneterch, inoltre, sono stati sottoposto all'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. Alle persone arrestate è stata notificata un’ ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catanzaro, Abigail Mellace, che ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e del sostituto Carlo Villani. Agli arrestati sono contestati a vario titolo i reati di associazione per delinquere finalizzata all'evasione fiscale ed alla violazione delle norme ambientali.

Il precedente

Già nei mesi scorsi la società Enertech, che gestisce la discarica di Catanzaro, era stata al centro d’inchieste per violazioni nella gestione dell'impianto per i rifiuti del capoluogo calabrese.In particolare sin dal mese di agosto scorso,  la Guardia di Finanza di Catanzaro aveva sequestrato beni e disponibilità finanziarie per un importo complessivo di 90 milioni di euro. In quell’occasione le investigazioni svolte dai finanzieri avevano scoperto un articolato sistema di frode da parte della holding veneta, operante nel settore dei rifiuti a livello nazionale, che evadeva sistematicamente le tasse dovute. L’indagine odierna, inoltre, costituisce la prosecuzione dell’attività investigativa condotta dal Noe nel mese di ottobre 2011 che aveva condotto al sequestro dell’impianto di trattamento di rifiuti di Alli per violazioni alla normativa ambientale in quanto il percolato della discarica fuoriusciva dalla struttura andando a confluire nel fiume Alli e, da lì, in mare.

I milioni di euro

L'operazione odierna ha disarticolato l'organizzazione che perpetrava frodi fiscali per un valore pari ai 50 milioni di euro. Oltre alle manette sono scattati anche il sequestro di beni nella disponibilità  di quattro degli indagati per un valore complessivo di 12 milioni di euro e a completamento di quanto già eseguito nell'operazione della guardia di finanza dello scorso mese di agosto.

E la Procura chiede interdizione dagli uffici per Commissario Ambiente Melandri

La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto la misura dell'interdizione dall'esercizio di pubblico ufficio per il commissario per l'emergenza ambientale Graziano Melandri coinvolto nell'inchiesta sulla gestione della discarica di Catanzaro che stamane ha portato all'arresto dei vertici della società Eneterch, la società che gestisce l'impianto. La richiesta di interdizione è stata avanzata anche per due funzionari dell'Ufficio del Commissario per l'emergenza ambientale della Calabria, Domenico Richichi, 41 anni, e Simone Lo Piccolo, 29 anni. Le richieste sono state avanzate dal procuratore aggiunto di Catanzaro, Giuseppe Borrelli, e dal sostituto Carlo Villani. Il giudice per le indagini preliminari, Abigail Mellace, prima di decidere sulla richiesta della Procura ha fissato per il 21 novembre l'interrogatorio di Melandri e dei due funzionari.

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