Lamezia Terme, 13 maggio - Si è svolto a Botricello, il convegno-dibattito “D.d.l. Lazzati strumento di crescita, sviluppo e legalità per la Calabria e per l’Italia” organizzato dal “Centro studi Lazzati” e dall’associazione culturale “Calabria che cambia”. Nella sala convegni di via Rinascimento, erano presenti: Giovanni Camastra, sindaco di Botricello, dott. Romano De Grazia, avv. Ernesto D’Ippolito, on. Angela Napoli, on. Mario Tassone, sen. Luigi De Sena,Giovanni Puccio, Vincenzo Capellupo, on. Roberto Occhiuto, on. Nicodemo Oliverio, ing. Francesco Grandinetti, dott. Pippo Callipo, on. Maurizio Feraudo e Roberto Gigliotti. “Al sorvegliato speciale, cioè a colui che, con sentenze, è stato riconosciuto socialmente pericoloso, viene sospeso il diritto di elettorato attivo e passivo. Però, distrazione del legislatore, il sorvegliato speciale può raccogliere il voto degli altri. Ma che stato di diritto è questo!” - ha esclamato, introducendo il convegno, il giudice Romano De Grazia, presidente del “Centro studi Lazzati” ed estensore della proposta di legge approvata, dopo diciassette anni di discussioni,dalla Camera dei deputati il 24 febbraio di questo anno. “Quel giorno è stata scritta una pagina bellissima. – ha aggiunto il giudice De Grazia - Speriamo che altri diciassette anni non occorrano per il Senato. Continuiamo questa battaglia perché è di un’evidenza solare la drammaticità della situazione: 72 comuni sciolti in Campania per condizionamento mafioso, 46 in Sicilia, 45 in Calabria. La legalità non deve avere bandiere di partito. Non c’è una legalità di destra o di sinistra. La legalità è l’elemento fondante del sopravvivere della società civile”. Dopo i saluti e i ringraziamenti del sindaco di Botricello Giovanni Camastra, l’avvocato Ernesto D’Ippolito ha fornito ai convenuti una relazione tecnica del disegno Lazzati, analizzandone gli articoli e sottolineando l’importanza della legge nella lotta alla mafia. “Quello della delinquenza organizzata - ha spiegato D’Ippolito- è un virus che è riuscito ad espandersi molto lontano dalle nostre zone. Siamo riuscirti ad mandarlo in tutta Italia. Per infiltrazioni mafiose, ad esempio, sono stati sciolti i comuni di Nettuno, Ardea, Bardonecchio. A questi comuni direi: noi vi abbiamo portato questo virus ma abbiamo l’orgoglio e l’arroganza intellettuale ed etica di fornirvi la legge attraverso la quale lo si può debellare”. Tra gli intervenuti al convegno, Vincenzo Capellupo, presidente dell’associazione universitaria calabrese “Ulixes” che ha spiegato: “Andando a vedere il verbale della votazione della seduta del 24 febbraio 2010 n°282, votazione n°22, il dato generale ci dice che il D.d.l. passa con 354 voti favorevoli, 35 astensioni e 7 contrari. Il dato speciale, invece, ci dice che sei degli onorevoli parlamentari calabresi erano assenti alla seduta, uno di questi addirittura aveva anche presentato il disegno di legge. Altri due parlamentari erano presenti a tutte le votazioni del giorno ma non all’ultima, appunto, quella del disegno di legge Lazzati. Circa il 40% dei parlamentari calabresi non era presente per qualche motivo e non per missione, quindi non per assenza giustificata dal parlamento”. A confermare questi dati, l’on. Angela Napoli, relatrice e prima firmataria del progetto di legge Lazzati. “Ci sono stati tanti colleghi calabresi che convintamente si sono stretti attorno al questo disegno di legge, battendosi apertamente insieme a me e sentendosi orgogliosi di varare un provvedimento così importante. -ha spiegato l’on. Napoli - Ma mi ha alquanto mortificato vedere chi tra i parlamentari calabresi, è uscito nel momento del voto per “prendersi un caffè”, o chi è rimasto in aula e non ha espresso il voto”. I nomi di questi parlamentari, inseriti negli atti parlamentari, sono stati elencati dall’onorevole Napoli nel suo intervento conclusivo: “Gli assenti e non in missione, sei tra gli onorevoli eletti in Calabria sono: Giuseppe Galati, Lella Golfo e Giovanni Lima del Pdl; Cesare Marini del Pd; Elio Vittorio Belcastro ed Aurelio Salvatore Misiti del gruppo misto. I parlamentari eletti in Calabria, invece, presenti in aula ma che non hanno votato sono: Michele Traversa e Giancarlo Pittelli del Pdl”.
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