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Villella-Fulciniti-Perri

Catanzaro, 13 aprile - Una serata in cui tutti i protagonisti, dalle autrici Adele Fulciniti e Brunella Perri, alla relatrice Giovanna Villella, agli artisti Amedeo Lobello, pianista, Amerigo Marino, tenore, Giovanna Massara, soprano, e Daniele Mellace, baritono, hanno dato il meglio di sé, ricevendo applausi  dal numeroso e qualificato pubblico. Può essere sintetizzata così la presentazione del volume “Zeffirelli: una Aida tra microcosmo e macrocosmo”, pubblicato dalle edizioni Ursini, che si è tenuta sabato scorso nella Sala Concerti del comune di Catanzaro, su iniziativa dell’Assessorato comunale alla cultura e delle associazioni “Accademia dei Bronzi” e “Il talismano”.

“Il libro, nella sua architettura interna, - ha sottolineato Giovanna Villella, esperta di filologia dei linguaggi teatrali - si presenta suddiviso in capitoli e paragrafi, con una prosa elegante e sinuosa che, pur nell’opulenza lessicale e nell’intarsio delle citazioni, rende la lettura scorrevole e piana. E’, tuttavia, un libro complesso, ricco di riferimenti e di rimandi incrociati che attingono a piene mani alla filosofia, alla linguistica, alla letteratura, al cinema, alla danza, all’arte e persino alla fisica quantistica. Nel volume, infatti, si dispiega una forte propensione al “sincretismo culturale” in quanto le categorie e gli schemi proposti sono spesso il frutto del confronto, dell’integrazione e della contaminazione di linguaggi diversi”.

Adele Fulciniti e Brunella Perri hanno interpretato il “genio zeffirelliano”, analizzando a fondo le due rappresentazioni dell’Aida: quella dell’Arena di Verona e quella del Teatro Verdi di Busseto.

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“Nella Aidina - aggiunge Giovanna Villella - il genio zeffirelliano, delimitando il campo di intervento e di creazione, lavora per astrazione operando una sintesi tra il punto di vista della struttura (intesa come allestimento scenico) e quello della storia (intesa come plot narrativo e musicale). Si compie così quel piccolo miracolo di perfezione che è esempio di coerenza e forza drammatica in cui tinta musicale e parola scenica trovano la sublimazione nell’intimità di quell’ossimoro verdiano che è il filo conduttore di tutto il libro. L’Aida di Verona, invece, si realizza seguendo un criterio di prossimità e di continuità con l’Aidina di Busseto “secondo un modello che potremmo definire a “geometria variabile” e che viene magistralmente esemplificato attraverso il richiamo al cono rovesciato di Henry Bergson ma nella sua accezione a posteriori elaborata da Gilles Deleuze”.

Il libro pubblicato dalle edizioni Ursini,  apprezzato dal Maestro Franco Zeffirelli che ha scritto la postfazione, vincitore lo scorso anno della sezione saggistica del Premio “Vivarium”, si presenta con una struttura ben organizzata e alquanto varia;  i curiosi o coloro i quali amano le immersioni in letture di profondità troveranno spunti di riflessione, sollecitazioni intellettuali e occasioni di esplorazioni delle più varie.