Lamezia Terme, 28 novembre – Si è inaugurata ieri sera la stagione di Prosa 2010/2011 presso il teatro Politeama. Prima che si alzasse il sipario sulla commedia "Eduardo, più unico che raro" con Rocco Papaleo e Giovanni Esposito, il comune di Lamezia ha organizzato un breve incontro con gli attori presso Palazzo Nicotera, sede della biblioteca comunale. A fare gli onori di casa agli attori, assente Giovanni Esposito, è stata la direttrice artistica, la fiorentina Angela Dal Piaz. L'attore Rocco Papaleo si è subito imposto all'attenzione dei presenti con qualche battuta di spirito: "Sono nato al confine con la Calabria, a Lauria. Quando dalla vostra regione si valica il confine e si arriva in Basilicata si respira tutta un'altra aria... ma non è detto che sia migliore". Poi afferma di non "sentirsi affatto spaventato a cimentarsi con Eduardo" e crede nella valenza educativa e culturale del teatro "quello che vedrete questa sera è qualcosa di unico ed irripetibile. Lo spettacolo di domani sarà comunque diverso dal precedente. Questa è la vera forza del teatro: la messa in scena è un evento unico ed irripetibile".

Dopo l'incontro con la stampa gli artisti sono stati omaggiati dall'orafo calabrese Gerardo Sacco che ha donato loro un gioiello simboleggiante sia Terina che le sue famose maschere apotropaiche, simbolo stesso del teatro ellenico. Successivamente, in uno dei saloni del ristrutturato palazzo Nicotera, l'amministrazione comunale ha offerto ad artisti e cittadini un rinfresco per festeggiare la "prima" della stagione teatrale.

Pochi minuti e poi si è alzato il sipario sulla nuova Stagione di Prosa. In scena, per la regia di Giancarlo Sepe, quattro atti unici di Eduardo. S'inizia con un omaggio al grande comico napoletano: in penombra, gli attori, volgono le spalle al pubblico mentre lo sguardo è rivolto verso lo sfondo, dove scorrono alcune maschere del celebre Eduardo. Poi, in un frenetico e continuo divenire, ecco che arriva il primo dei quattro atti unici, "Pericolosamente", dove eros e thanatos s' intrecciano inesorabilmente fino all'epilogo farsesco. Si ride (molto) e si applaude (fragorosamente) a fine scena. Successivamente è la volta di "Filosoficamente", una riflessione agrodolce sulla condizione umana di chi è costretto a vivere all'ombra della cecità fisica ed umana. Poi è la volta di "Sik Sik, l'artefice magico" ed anche qui, quando s'incontrano, Papaleo ed Esposito fanno scintille creando doppi sensi, non sense linguistici, cacofonie onomatopeiche che generano, nel pubblico presente, ilarità. Alla fine, però, il sorriso diventa amaro ed anche l'applauso diventa mesto, quasi a sentirsi in colpa per aver gioito all'inizio del terzo atto che si conclude, in realtà, tra le lacrime della precarietà dei due protagonisti.

Infine, la compagnia "Gli Ipocriti" si presenta al gran completo sul palco per recitare il quarto ed ultimo atto. Si tratta de "La voce del padrone", in un primo momento scritta da Eduardo come "L'incisione di dischi". Ed infatti si tratta dei tentativi che un'ensemble piuttosto sgangherata cerca di realizzare per incidere un disco. Anche qui gli equivoci e le sventure dei singoli personaggi avranno la meglio sull'esito finale: una gran confusione, dun girotondo d'autore che diventa nuovamente occasione per un omaggio al grande Eduardo ed alle sue infinite maschere teatrali.

Il pubblico lametino applaude, come sempre, a più riprese a fine spettacolo. Rocco Papaleo, Giovanni Esposito, Pino Tufillaro, Elisabetta D'Acunzo, Angela De Matteo, Antonio Martella, Giampiero Schiano, Antonio Spadaro e Simone Spirito s'inchinano e ringraziano il numeroso pubblico presente in sala in ogni ordine di posto.
A conferma di quanto la commedia napoletana piaccia ai lametini c'è da aggiungere che lo spettacolo ha generato il "tutto esaurito" in pochi giorni, mentre molti sono stati i lametini a cui è stato detto "mi spiace: non abbiamo più posti disponibili". Si replica questa sera, per quei fortunati che sono riusciti ad accaparrarsi un posto al Politeama.
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