Lamezia Terme, 22 giugno – Parte oggi Trame. Festival dei libri sulle Mafie. Alla gremita conferenza stampa in uno dei saloni di Palazzo Nicotera hanno partecipato diverse autorità, tra forze dell'ordine, politici e cittadini. A presentare il festival ci hanno pensato l'assessore alla cultura di Lamezia Terme Tano Grasso, il direttore artistico Lirio Abbate, i presidente dell'Associazione Antiracket lametina Armando Caputo, il neo presidente della Fai (Federazione Associazioni Antiracket Italiane) Maria Teresa Morano, il presidente dell'Associazione Italiana Editori Marco Polillo e il sindaco di Lamezia Gianni Speranza.

L'assessore Grasso, fautore dell'iniziativa, ha parlato a lungo dell'iniziativa e di come questa sia "una iniziativa unica nel suo genere in Italia" attraverso "il confronto tra studiosi, testimoni, giornalisti, magistrati" che diano un senso "ad una operazione che non è semplicemente accademica ma politica visto che ha come obiettivo l'innalzamento della qualità e della strategia di contrasto al fenomeno mafioso". Per Grasso, inoltre, tramite questa cinque giorni di cultura "Lamezia e noi tutti saremo nobilitati a capitale dell'antimafia". Poi Grasso ritorna sule polemiche che hanno preceduto l'inizio del festival sottolineando come "esiste un fenomeno inquietante come la negazione del fenomeno mafioso. E' preoccupante come in una città come Lamezia una buona parte della popolazione tenda a negare la pervasività del fenomeno mafioso. Bisogna dirlo chiaramente – conclude – Lamezia è terra di mafia e poi c'è anche tanto altro. Ma non bisogna indignarsi facendo finta che non ci sia". Poi è stata la volta del presidente dell'antiracket lametina Armando Caputo che ha detto come il festival sia "motivo di grande orgoglio" ed ha confidato "sulla partecipazione di tutti i lametini". Dello stesso avviso la Morano che ha sottolineato l'importanza di svolgere questo genere di festival in "una regione, come la Calabria, che più di altre ha bisogno di questo genere di iniziative. Ed è per questo – ha aggiunto – che è importante come non partecipino solo i lametini ma tutti i calabresi". Per la presidente della Fai "il festival è un segno per far comprendere che l'arma più forte è la parola, l'espressione. Il nostro impegno è massimo e speriamo venga colto e che si contribuisca ad andare nella direzione del cambiamento culturale e sociale". Dal canto suo, Lirio Abbate, direttore del Festival, prendendo la parola ha detto di essere "dispiaciuto di non aver potuto inserire nel programma tanti altri autori che si occupano di criminalità nel nostro Paese" ma ha aggiunto anche che "non mancheranno occasioni future". Secondo Abbate il Festival può diventare una "rivoluzione culturale che parta proprio da qui, dal centro della Calabria. Confido – ha aggiunto – nella stragrande maggioranza dei calabresi che è gente per bene per la riuscita di questo evento. Noi ce la stiamo mettendo tutta – ha concluso – dateci ora voi una mano a compiere il secondo passo".

L'assessore Grasso, dando la parola al presidente dell'Associazione Editori Italiani, ha annunciato che grazie ad un accordo con le case editrici la biblioteca si arricchirà di diverse copie di libri presentati durante la rassegna e che altri saranno donati alle scuole cittadine. Prendendo poi la parole, il presidente Marco Paolillo ha annunciato che "spingerò gli editori nostri associati, che rappresentano circa il90% degli editori italiani, a rifornire ulteriormente la biblioteca di Lamezia Terme. Un ringraziamento – ha poi aggiunto – all'assessore Grasso e Lirio Abbate per aver creato una manifestazione unica nel genere in Italia". Infine, il sindaco Speranza ha concluso la conferenza stampa di apertura di Trame sottolineando come l'evento sia "una grande idea culturale, un'iniziativa innovativa di risonanza nazionale che farà di Lamezia nei prossimi giorni la capitale dell'antimafia. Questo festival va a colmare un vuoto presente nel Paese: per la prima volta in Italia una manifestazione del genere viene ospitata, non da una grande capitale della cultura italiana, ma da una bella e positiva città del Sud che vuole, per qualche giorno, rappresentare le energie migliori della nostra terra". Siamo fieri e orgogliosi – ha detto - di accogliere uomini di cultura, giornalisti, magistrati, scrittori, giovani che in vari modi hanno scritto di mafia. Questo festival è importante per l'effetto che potrà avere sulle nostre giovani generazioni. Lo dedichiamo a don Tonino Vattiata, il parroco della frazione Pannaconi di Cessaniti ed esponente di Libera al quale è stata incendiata la macchina nei giorni scorsi, ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro che gestiscono i terreni confiscati ai Mammoliti di Castellace di Oppido Mamertina, che hanno subito l'incendio di un uliveto e ai giovani giornalisti calabresi e alle loro famiglie, che vivono doppiamente il dramma della precarietà del loro lavoro e subiscono intimidazioni".
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