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Lamezia Terme, 28 febbraio - Sabato scorso, nel comune di Fossa (L'Aquila), è stata inaugurata la scuola primaria e dell'infanzia, realizzata da Caritas Italiana con il contributo delle Caritas diocesane della Calabria e della Toscana. L'edificio è stato dedicato a "don Pino Puglisi". Su un ampio terreno è stata costruita, per un costo complessivo di 2 milioni  e 390 mila euro, la scuola che ospita 2 sezioni di scuola dell'infanzia, 5 classi di scuola primaria, accoglienza, uffici, palestra con spogliatoi, laboratori, infermeria, cucina, mensa, direzione, sala attività libere, servizi, locali tecnici. La struttura oltre a garantire la sicurezza e la serenità dei bambini accolti, costituirà un punto di riferimento per la ricostruzione del tessuto comunitario. Al suo interno si potranno realizzare anche attività socio-culturali e aggregative. Dopo il terremoto che il 6 aprile 2009 ha distrutto L'Aquila, Caritas Italiana si è subito mobilitata a favore della popolazione colpita: "finora sono stati spesi più di 20 milioni di euro. Oltre aiuti d'urgenza e progetti sociali, sono 25 le strutture realizzate, grazie alla raccolta indetta dalla Cei in tutte le parrocchie e alla generosa risposta di moltissimi benefattori. Si tratta di scuole, centri di comunità, strutture di edilizia sociale e abitativa, strutture socio-caritative, ripristino e consolidamento spazi parrocchiali. Nei prossimi mesi verranno realizzate altre 18 strutture per quasi 14 milioni di euro". La Caritas calabrese, per la realizzazione dell'opera, ha donato circa 700 mila euro. Alla cerimonia d’ inaugurazione della struttura ha presenziato,tra gli altri, il vescovo di Lamezia Terme mons. Luigi Cantafora, delegato Caritas per la Conferenza episcopale calabra. Di seguito il discorso che il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi Cantafora, ha pronunciato durante l’inaugurazione della scuola.

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Sono veramente lieto di partecipare all’inaugurazione della Scuola primaria e dell’infanzia “Don Pino Puglisi”, realizzata grazie al contributo delle Caritas regionali della Toscana e della Calabria che io rappresento. Vi ringrazio per l’invito, in particolare ringrazio l’arcivescovo dell’Aquila S. E. Mons. Giuseppe Molinari, l’Arcivescovo di Arezzo Mons. Riccardo Fontana, il Sindaco di Fossa Dr. Luigi Calvisi e il dirigente scolastico, la Prof. Lucia Di Giulio. Anche la Calabria sa cosa voglia dire il terremoto e sa cosa voglia dire essere poveri, ed anche ritrovarsi impoveriti da un momento all’altro a causa di un disastro sismico o di una frana, di una mareggiata o un’alluvione. Aiutarsi a vicenda, solidarizzare, condividere le fatiche e le speranze tra vicini e anche tra lontani nel momento del bisogno è un segno di fratellanza umana e cristiana. Nel frangente del terremoto d’Abruzzo poi, si manifesta come un grande segno di speranza che i poveri aiutino i poveri. Come accadde alla povera vedova di Sarepta di Sidone alla quale il profeta Elia chiese da mangiare. Preoccupata perché, in tempo di carestia, gli era rimasta solo una manciata di farina e poco olio, pensava che sarebbe stato l’ultimo pasto per lei e il figlio, consumato il quale, sarebbero morti. Ma il profeta la invita ad avere fiducia, ad avere speranza, a preparare per lui “l’ultima focaccia”. Ed ecco, dice il testo, «la farina non diminuì né l’olio venne meno nell’orcio». Si realizza una moltiplicazione dei pani ante litteram quando si dà non il superfluo, ma quando si dà ciò che si ha come necessario, quello che serve a me per vivere! Così è successo per noi in Calabria. Dio solo sa quanti bisogni, quante necessità, quante povertà! Eppure non è venuta meno la generosità, la solidarietà di questo popolo sofferente. Questo diventa un segno di giustizia: dare all’altro ciò che serve a me per vivere. Così si moltiplica il bene! Un altro segno di bene è il realizzare le cose insieme. Le Caritas della regione Toscana e della Calabria hanno elaborato e promosso un progetto comune. Per questo sento di ringraziare la Caritas nazionale che sa creare ponti, legami tra le diverse realtà. Come anche ringrazio vivamente tutti e tutte coloro che dalla Calabria e dalla Toscana hanno donato tempo, energie e anima per la realizzazione di quest’opera-segno, utile al pensiero e alla socializzazione dei piccoli. Infine è bello che la scuola sia intitolata ad un uomo del Sud, Don Pino Puglisi, un uomo che ha saputo fare della sua vita un dono per gli altri fino alla testimonianza suprema. Auguro che i bambini e le bambine di questa scuola possano apprendere da questi testimoni la sapienza della vita!”.

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