
di Fernando Giacomo Isabella
Lamezia Terme, 29 ottobre - Il nostro passato lo ritroviamo nelle pagine ingiallite dei giornali di qualche decennio or sono, con articoli che rivendicano la voglia di riscatto di un popolo in sofferenza, con generazioni costrette a lasciare la terra di origine alla ricerca di gloria e con proclami politici di pronta riscossa, decisamente finiti nel vuoto. Questa fetta di storia del giornalismo calabro è stata collocata, grazie anche all’impegno dello storico Vincenzo Villella, all’interno della Biblioteca Biblos per la “Fiera del Libro Calabrese”. Giovani, curiosi, studenti ed insegnati hanno avuto l’occasione di ammirare da vicino le “pagine gialle” dei decenni passati e di partecipare al meeting che ha proiettato la Mtv Generation nel mondo del giornalismo locale. La giornalista de “Il Lametino”, Virna Ciriaco, ha riportato un messaggio del direttore del quindicinale della Piana, Battista Notarianni, che si è soffermato sul "ruolo molto importante svolto dalla stampa libera e indipendente. In Calabria non mancano gli anticorpi per lottare conto la criminalità. I modelli positivi anche in questa città sono presenti, ad esempio il lavoro svolto dal Procuratore lametino Salvatore Vitello, ma c’è anche bisogno del sostegno dei cittadini”. Secondo il professore Pantaleone Sergi di romantico nella "professione del giornalista rimane poco. Questo lavoro continuerà a cambiare, fino a scomparire. Giulio Cesare, anche se era di parte, è stato il primo cronista di guerra quando ancora non c’erano i giornali. Negli articoli dell’800 troviamo una certa identità e questa si manifesta senza una scuola di giornalismo. Anche in questo settore la Calabria è stata una regione periferica, caratterizzata da un alfabetismo davvero molto alto”.

Gianfranco Manfredi, ex direttore del mensile Calabria, ha affermato che il “peccato originale” della stampa calabra nasce "dalla volontà di raccontare alcuni vicende e non per raccontare quello che avviene. In altre zone la stampa nasce per motivi pratici e per questo motivo è molto più forte. Per tale ragione, in Calabria, abbiamo assistito ad un incredibile fiorire di testate che sono state accompagnate da una moria. In Calabria, ogni cento abitanti troviamo cinque quotidiani e per quanto concerne la vendita dei giornali siamo collocati agli ultimi posti”. Per lo storico Vincenzo Villella, che ha abilmente contribuito alla cura della mostra riservata alla stampa locale l’obiettivo della manifestazione ”è avvicinare i giovani alla stampa calabra. Molti giornali nazionali mettono in risalto i lati negativi della nostra regione, mentre fra gli articoli realizzati dai cronisti locali riusciamo a trovare anche quelle positive realtà che contribuiscono a caratterizzare la Calabria. I ragazzi della scuole che hanno visitato la mostra - ha proseguito lo storico - hanno espresso la volontà di realizzare la tesi finale sui i giornali locali trattando quindi argomenti strettamente legati al nostro passato”.
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