
Lamezia Terme, 29 gennaio – Il riconoscimento ottenuto dal Centro regionale di Neurogentica diretto dalla dottoressa Amalia Bruni e denominato “Casa Alzal” ha ricevuto il premio messo in palio dal Network of European Foundations. Una rappresentanza lametina ha ricevuto il premio dalle mani della principessa, e futura regina, Matilde.

Molte le reazioni e i commenti tra cui quelli del presidente della provincia Wanda Ferro che ha sottolineato come tale premio sia il segno che dal nostro territorio possono partire iniziative di grande eccellenza, capaci di conquistare l’attenzione e l’apprezzamento delle istituzioni internazionali. Risultati che si possono ottenere grazie alla preparazione, alla professionalità, all’entusiasmo e alla dedizione, ed anche alla capacità di fare rete con le altre realtà positive e le istituzioni del territorio. Per questo rivolgo il mio plauso a Michela Cimmino, presidente dell’associazione, ad Amalia Bruni, direttrice del Centro regionale di Neurogenetica, nonché a tutti gli operatori e ai volontari che quotidianamente assistono i malati e le loro famiglie. Il progetto ‘Alzal House’ ha una grande valenza sociale, e come tale deve essere sostenuto dalle istituzioni. Un’iniziativa – conclude il presidente Ferro – che può rappresentare quell’esempio capace di trasmettere a tanti giovani i valori della solidarietà e dell’impegno per la crescita sana della comunità”. Anche il direttore dell’Asp di Catanzaro, Gerardo Mancuso, ha voluto esprimere le sue congratulazioni aggiungendo come “La dottoressa Amalia Bruni rappresenta un’eccellenza della sanità calabrese che da sempre ha investito nella ricerca e nell’assistenza ai pazienti affetti da demenza; e si è sempre distinta per la sua attività scientifica anche a livello internazionale. Molte delle iniziative che ha realizzato sono merito suo e della sua equipe, tuttavia c’è da dire che questa direzione generale ha molto investito per consentire alle eccellenze di lavorare nella piena tranquillità. Non solo, ma come direzione abbiamo affidato alla dottoressa Bruni il compito di riorganizzare e coordinare la rete delle demenze sul territorio provinciale, non solo dal punto di vista diagnostico ma anche assistenziale. Non è escluso quindi che questa esperienza di Casa Alzal possa essere riproposta dall’Asp in altre aree della provincia di Catanzaro. Da sempre siamo affianco della dottoressa Amalia Bruni e siamo sicuri che otterrà altri riconoscimenti così da portare in alto la bandiera dei calabresi e anche della ricerca sulla malattia d’Alzheimer”. Infine, anche il circolo cittadino di Sel esprime il suo apprezzamento sottolineando che “mentre la sanità calabrese non riesce a decollare e i mali attorno ad essa rischiano di essere amplificati dai tagli pesanti del governo regionale, e di fronte alle riduzioni che il governo centrale ha riservato in questi anni ai fondi destinati all’assistenza, esempi come quello che da dieci anni Il centro Regionale di Neurogenetica porta avanti con l’esperienza di Casa Alzal, dovrebbero essere presi ad esempio e incoraggiati”.
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