
Lamezia Terme, 25 ottobre - Sarà esposto dal 28 al 30 ottobre , presso la Fiera del Libro Calabrese organizzata dall'Associazione Sinergie Culturali di don Natale Colafati, il Codex Purpureus Rassanensis, uno dei pù preziosi manoscritti della cristianità giunti in Calabria e attualmente custoditi presso il museo diocesano di Rossano. L'esposizione s'inquadra propria all'interno della Fiera che quest'anno ha come tema "La via della bellezza: il futuro della Calabria". Monsignor Natale Colafati, in particolare ha voluto ringraziare "S. E. Mons. Santo Marcianò, Arcivescovo di Rossano-Cariati , perché ha reso possibile questo straordinario evento che arricchisce ulteriormente la Fiera del Libro Calabrese 2012 con una di quelle perle di bellezza scoprendo le quali si apre la via per il futuro della Calabria".
Breve storia del Codex Purpureus
Il Codex purpureus è un evangelario greco del VI sec. di origine mediorientale, portato a Rossano probabilmente da qualche monaco in fuga dall'oriente durante l'invasione degli arabi (secc. IX-X). E' tornato alla luce, dopo essere stato nascosto per secoli all'interno dei tesori della Cattedrale di Rossano, nei primi dell'Ottocento ed essere poi essere lanciato all'attenzione della cultura mondiale nell'ultimo ventennio di quel secolo ad opera soprattutto degli studiosi tedeschi O.Von Gebhart e A. Harnack. Il manoscritto in pergamena e di color porpora, da cui la qualifica di "purpureus", si compone di 188 fogli contenenti il testo greco dei Vangeli di Matteo e Marco. Gli altri due, quelli di Luca e Giovanni, sono andati perduti. La preziosità del documento dipende dall'antichità, dal materiale scrittorio usato e dalle 14 tavole miniate riproducenti altrettante scene evangeliche catalizzando l'attenzione di semplici spettatori, credenti o studiosi di testi antichi.
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