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Lamezia Terme, 4 ottobre – Pubblichiamo qui di seguito una lettera aperta indirizzata a Papa Benedetto XVI da parte dei giovani dell’Associazione Lamezia Freedom diretta da Antonio Mastroianni. Ecco il testo:

Il nostro Dio è grande e grande è il suo cuore  e noi siamo i suoi figli. Molte volte noi giovani calabresi ci sentiamo gli ultimi, indifesi e messi da parte. Ci rimane solo la certezza del nostro Dio in questa terra martoriata e solo questo che ci fa andare avanti; ogni giorno combattiamo contro l’ingiustizia e l’illegalità. Da anni continuiamo a scrivere e a combattere contro di essa. Grandi magistrati calabresi  lavorano incessantemente; molte volte sono costretti a rimanere in  procura perché è finita la benzina o devono dormire in caserma. Trovano anche il tempo per andare in giro per parlare di legalità ai giovani, come se tutto questo fosse un argomento anormale o al di fuori di ogni logica di democrazia e di dignità umana; come se dovesse essere talmente ripetuto per non essere divorato dai comportamenti mafiosi di molta gente di Calabria. Siamo rimasti in pochi a combattere per i nostri diritti,  molti giovani sono costretti ad andare via  per trovare fortuna in una terra che non conoscono. Quanti Preti combattono in questa terra di confine, quanti si vedono minacciati e quanti vedono la proprie chiese utilizzate come “sala riunioni”. Quanti uomini delle forze dell’ordine combattono senza tregua la ‘ndrangheta come se fosse una missione: dobbiamo a loro la nostra libertà e la salvaguardia della nostra democrazia. Quanti giovani lavorano nelle cooperative sociali utilizzando i beni confiscati alla mafia, quanti giovani dediti al volontariato pieni di speranza combattano l’indifferenza di tanti. La ‘ndrangheta ha distrutto tutto come “un cinghiale fa in un vitigno”. Ha divorato tutto e continua a farlo. E’ questa la storia della nostra terra di Calabria.  E’ questa la convinzione della gente di Calabria che la ‘ndrangheta e l’ anti-stato siano figli di uno stato assente. La Calabria, decantata da poeti e scrittori da tanta gente perbene che la porta nel cuore e in tutto il mondo porta in alto il nome della nostra regione. Santo Padre, qui in questa terra dove nasce il sole e la natura, vive il male che in essa si nasconde e si nutre, fino a distruggerla per soldi. Si, il Dio denaro, la sola cosa che fa muovere tutto e che conta per davvero; per alcuni uomini, il benessere e il potere è l’unica cosa che conta nella propria vita criminale, sono in pochi, ma contano per davvero.  In Calabria vivono tante persone perbene che lavorano e combattono quotidianamente per i loro diritti, sono  questi i veri grandi uomini e donne di Calabria ai quali nessuno mai  toglierà la speranza e la dignità. Continuiamo con forza ad aggrapparci al bastone di San Francesco di Paola e farci guidare verso Dio con il suo mantello. Siamo rimasti in pochi, ma noi non ci sentiamo figli di un Dio minore, è grande il nostro amore verso Dio. Ecco che cosa ci aspettiamo dal suo arrivo a Lamezia Terme Santo Padre: quello di rincontrare tramite Lei e le sue parole, il volto di Dio, dobbiamo riconciliarci con Lui, solo così vedremo la luce nella nostra Calabria”.