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Lamezia Terme, 23 dicembre - "Abbiamo bisogno di recuperare la logica della gratuità. E non solo perché siamo in tempo di crisi. Anzi la crisi potrebbe chiuderci ancora di più nelle nostre strutture egoistiche e narcisistiche. E invece, in questo tempo travagliato, abbiamo straordinarie possibilità da giocare, in generosità, solidarietà, fiducia. Il nostro cuore non risparmi mai l'amore". E' un passaggio del messaggio inviato dal vescovo di Lamezia Terme mons. Luigi Cantafora ai fedeli della diocesi per il Natale. "Il punto, in questa situazione - prosegue il presule - è essere liberati dalla preoccupazione incredula, perché piena di paura, che ci spinge solo a cercare e volere il nostro bene particolare, personale. Se i pastori avessero pensato al proprio interesse, non si sarebbero mai mossi dalla loro quiete. Ma essi credono all'annuncio di gioia, si fidano e camminano nella notte, fino a giungere a vedere il Bambino. E la gioia che nasce dall'incontro con Dio che ci porta a relativizzare le singole cose e a cogliere il giusto senso e la misura di tutto. Recuperiamo, carissimi, queste dimensioni di gratuità, di vera solidarietà, di benevolenza, di generosità che ci spingono a uscire da noi stessi e accorgerci di quanto bene abbiamo ricevuto da Dio quanto possiamo donare agli altri, per un bene che sia realmente comune". "Non è forse questo l'abito della festa da indossare, quell'abito della carità - prosegue mons. Cantafora - cui ha fatto riferimento il Papa nella Sua Visita Pastorale a Lamezia Terme? E' un tempo di grazia, quello che ci sta davanti, se sappiamo cogliere questa occasione per cercare ciò che è veramente necessario e allontanare così le cose superflue e fuggevoli, come ha ricordato sempre il Santo Padre a Serra San Bruno. L'intenzione di Dio è che tutti, proprio tutti gli uomini, vivano felici, indicandoci che si è più beati nel dare che nel ricevere! (At 20,35). Egli lascia a noi il collaborare perché questo si realizzi. Apriamo la mente, il cuore e la mano; con le intenzioni e con le opere, con i desideri e con la concretezza, impariamo da Dio a farci dono reciproco affinché la luce di Betlemme si possa irradiare anche da noi".

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