
Lamezia Terme, 30 ottobre - È stata caratterizzata anche da un accento sui pochi fondi elargiti dalla finanza pubblica alla cultura, la conferenza stampa sulla decima edizione della rassegna Lamezia Jazz che si è tenuta oggi nella sala riunioni del Comune di Lamezia Terme, alla presenza del sindaco Gianni Speranza, del vice sindaco Francesco Cicione, del presidente dell'associazione “Bequadro” Egidio Ventura, e di Pasqualino Scaramuzzino, responsabile dei rapporti con la stampa Lamezia Jazz. Ma come effettivamente dar torto all’atmosfera da giaculatoria, visto i rubinetti lasciati a secco nei riguardi delle iniziative culturali. A tal proposito, nel backstage della rassegna stampa, un disincantato Speranza sbottava in un laconico: “considerano la cultura un semplice optional nella lista dei finanziamenti!”. A prendere per primo la parola è il vice sindaco Francesco Cicione, che si cimenta per prima nella nostalgia canaglia dell’ “essere arrivati alla decima edizione non era semplice, eppure anche quest’anno la rassegna Lamezia Jazz si terrà, nonostante l’abbattimento del cinquanta percento del budget; certo ci saranno meno spettacoli, quattro per l’esattezza, ma è stata comunque confermata la continuità e l’autorevolezza della rassegna, perché anche stavolta ci sono personalità importanti”. Dopodiché il vice sindaco sottolinea una novità importante, riconoscendo all’evento un profilo, per così dire, formativo e comunitario: “è sempre più vasta l’attenzione, sempre più pubblico arriva da fuori i confini della regione, anche perché la rassegna si configura ormai come un’operazione culturale a tutto tondo, un progetto di ampio respiro”. E per meglio chiarire questo concetto, definisce un enorme pregiudizio considerare il jazz come genere musicale di esclusiva appartenenza ad un’elite di cultori leggermente affettati e snob; invita insomma a considerare Lamezia Jazz una rassegna che ha catalizzato, in questi ultimi anni, vari interessi di classe, confermandosi un esperimento riuscito di socializzazione. Cicione conclude, infine, il suo intervento con un’affermazione leggermente contrappuntata da orgoglio: “è stato difficile mantenere la rassegna, ma ci siamo riusciti, con la convinzione che si è dimostrato essere l’evento invernale più importante della Calabria, dopo l’estivo Roccella Jazz Festival”.
Prende la parola il sindaco Speranza, e mai come questa volta si è riusciti ad evitare un estenuante balletto sui numeri. Annuncia, infatti, con chirurgica precisione: “quest’anno partecipiamo con 30.000 euro di budget, ma credetemi, è stato più complicato trovare quest’importo oggi, che non magari 65.000 nel 2002”. Il sindaco desidera poi mettere la parola fine alle polemiche che inevitabilmente sorgono sulle modalità di selezione delle associazioni a cui elargire il contributo, spiegando che si è dato priorità a “quegli eventi di qualità che si sono comunque consolidati nel tempo e che hanno condiviso il progetto con il Comune, lavorando insieme per attivare anche quei canali di spinta ai finanziamenti”. Non pertanto un semplice incontro sugli intenti, ma piuttosto un percorso di fatica condivisa dall’ufficio comunale e dall’associazione ideatrice. Per il sindaco si tratta di un punto delicato della questione, a cui tiene con particolare interesse, e lo esprime indugiando sulle sue ormai famose pause e scrutando tutti i giornalisti presenti con sguardi soddisfatti. A suo sostegno Cicione aggiunge che “a questo proposito, l’associazione Bequadro ha ceduto la rassegna al Comune, risultando alla fine solamente come produzione artistica e collaboratrice dell’evento”. Il direttore artistico Egidio Ventura, non si sottrae all’esercizio della compassionevole verità: “come associazione siamo riusciti a creare un protocollo d’intesa: con soli 30.00 euro siamo riusciti a comporre un cartellone dignitoso”. E continua così giustificando la richiesta di un contributo economico all’interesse del cittadino spettatore: “il biglietto si paga, perché il Comune deve incassare, ci sono troppi tagli”. L’incasso pertanto si riverserà nelle casse comunali. Chissà che questo effetto, dopo i lamenti rivolti con mal celata veemenza alla finanza pubblica, non ci restituisca a fine conferenza stampa un sindaco gongolante. Non parla di conflitti economici e di volgare moneta Pasqualino Scaramuzzino, che si lascia andare ad una descrizione tecnica del calendario degli appuntamenti: “Sono quattro i concerti – illustra - ognuno con un tema specifico da sviluppare: l’organista Joey De Francesco e la peculiarità espressiva dell’organo Hammond; il virtuosismo del sassofonista James Senese; il tributo a Ornette Coleman, jazzista rivoluzionario; ed infine il tributo al gigante del sassofono Art Pepper”. Ma ciò a cui Scaramuzzino confessa di voler prestare maggiore attenzione, è il presupposto che “Lamezia Jazz non deve essere considerata una semplice rassegna di spettacoli, ma un modo diverso di fare cultura, con un ruolo principalmente formativo, giovandosi di workshop, seminari nelle scuole, ascolti guidati, e tanti altri tipi di esperimenti che fanno da corollario all’evento principale”. Dopo i concerti che si terranno al Teatro Umberto (primo appuntamento 3 novembre ore 20,30) e al Teatro Politeama, si terranno delle serate al Villa Donna Mazza Jazz Club, connubio di musica e degustazioni di vini. Con buona pace dei finanziamenti pubblici alla cultura.
Pasquale Allegro
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